Svolta nelle indagini sul duplice infanticidio di Pellaro, si cerca un terzo neonato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le indagini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, il cui lavoro è coordinato dalla Procura, hanno portato all'arresto domiciliare di una giovane donna, Sara Genovese, gravemente indiziata di aver soffocato i suoi due gemelli appena nati e di averne occultato i corpi all'interno di un armadio della sua abitazione, situata nella frazione di Pellaro. L'episodio, che risale a poche settimane fa, ha assunto una dimensione ancor più cupa con il progredire delle attività investigative, le quali hanno cominciato a far emergere elementi che inducono a ritenere come il duplice infanticidio non costituisca un evento isolato nella vita della giovane.

L'ombra di un terzo seppellimento

Gli inquirenti, infatti, nutrono il fondato sospetto che la venticinquenne abbia partorito un altro bambino, all'incirca due anni or sono, e che anche quel neonato abbia incontrato la medesima, tragica fine. Le ipotesi investigative, che devono ancora trovare una conferma definitiva sul piano probatorio, suggeriscono come il primo figlio sarebbe stato soffocato poco dopo la nascita e il suo corpicino sarebbe stato successivamente seppellito in un terreno non lontano dalla casa dove la donna risiede. Questo sviluppo, che apre uno squarcio angoscioso su una possibile continuità di gesti, ha spinto gli investigatori a concentrare ulteriori accertamenti proprio su quel lasso di tempo, alla disperata ricerca di una verità che appare, con il passare dei giorni, sempre più complessa e dolorosa da portare alla luce.

Il quadro clinico e la "vulnerabilità bio-psicosociale"

Parallelamente al lavoro degli investigatori, si comincia a delineare un profilo della donna che va al di là della semplice cronaca nera, un profilo nel quale trovano spazio considerazioni di natura psichiatrica. Gli specialisti, interpellati per comprendere le dinamiche di simili tragedie, fanno riferimento a quella che, in termini clinici, viene definita una "vulnerabilità bio-psicosociale". Si tratterebbe di una fragilità di base, talvolta persino di origine genetica, che eventi particolarmente stressanti – come un parto – sono in grado di riaccendere, portando all'esordio di patologie gravi. Tra queste, la psicosi post partum, una condizione che può manifestarsi con allucinazioni uditive o con "voci" che, in alcuni casi estremi, arrivano a impartire ordini distruttivi. La miccia che innesca questo meccanismo, dunque, non avrebbe una sola causa, potendo essere di natura biologica così come psicologica o, non da ultimo, legata a pressioni e fattori di tipo sociale che circondano l'individuo.

Il percorso giudiziario e le accuse

Sul versante giudiziario, il Gip del Tribunale di Reggio Calabria ha convalidato le richieste della Procura, applicando la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Alla giovane sono contestati, in relazione ai due gemelli, i reati di omicidio volontario mediante soffocamento e di occultamento di cadavere. Per quanto concerne il terzo neonato, le cui tracce si perdono nel 2022, l'accusa formulata dagli inquirenti è invece quella di soppressione di cadavere, un capo d'imputazione che riflette la difficoltà di provare, a distanza di tempo, le precise dinamiche della morte ma che testimonia la serietà degli indizi raccolti. L'intera vicenda, che continua a essere oggetto di approfondimenti, si dipana così tra la crudezza dei fatti e la complessità delle ragioni umane che li hanno determinati.

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