Sassuolo-Inter, stop accrediti stampa. E Carnevali tuona contro la squalifica dei tifosi ospiti
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Redazione Sport
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Per la gara in programma domenica 8 febbraio al Mapei Stadium di Reggio Emilia, il Sassuolo ha disposto che le richieste di accredito stampa vengano inoltrate esclusivamente via email all’indirizzo ufficiostampa@sassuolocalcio.it, imponendo un termine perentorio alle ore 12 di mercoledì 4 febbraio. La società neroverde, come di consueto, vaglierà le istanze rispettando le proprie modalità operative e la capienza limitata della Tribuna Stampa, un processo amministrativo routinario che, tuttavia, si svolge sullo sfondo di un ben più acceso dibattito riguardante la partita stessa.
La protesta dell'ad neroverde: "Un danno per la sostenibilità"
A turbare le acque, infatti, è la decisione disciplinare che colpisce i tifosi dell'Inter, ai quali è stato interdetto l’accesso alle trasferte fino al prossimo 23 marzo a seguito dei gravi episodi verificatisi durante l’incontro di Cremona. L’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, non ha utilizzato mezzi termini per esprimere il proprio disappunto, definendo la misura – che priva il club emiliano della possibilità di vendere biglietti al pubblico ospite – un chiaro danno economico. "Per noi come società, una gara del genere è un’opportunità per fare degli incassi", ha rimarcato Carnevali, sottolineando come la sostenibilità dei club passi anche attraverso questi ricavi, che vengono meno quando a pagare per le colpe di pochi è l’intera compagine di sostenitori.
Il precedente e le conseguenze economiche
L'episodio originario, che ha visto un petardo lanciato in campo causare danni fisici al portiere, ha innescato una risposta sanzionatoria giudicata da molti, a partire dall’ad neroverde, fin troppo blanda nei confronti dei responsabili diretti ma eccessivamente penalizzante per la collettività. La logica della curva vuota, applicata in modo sistematico, si traduce in un boomerang finanziario per le società di casa, le quali si vedono private di un'entrata certa e significativa. Carnevali, parlando senza giri di parole, ha messo il dito nella piaga di un meccanismo che, pur volendo punire, finisce per colpire un soggetto terzo e inerme, ossia il club che ospita l’incontro.
Un dibattito che supera il singolo caso
La questione sollevata dal dirigente del Sassuolo va ben oltre il contingente, inserendosi in un annoso e spinoso dibattito sull’efficacia e sulle conseguenze collaterali delle sanzioni di massa nel calcio italiano. Mentre si attende di vedere tribune desolatamente vuote nel settore ospiti, la polemica accende i riflettori su un sistema che, spesso, non riesce a individuare e colpire in maniera chirurgica i veri responsabili degli atti di violenza, preferendo una soluzione che – sebbene di facile applicazione – grava sull’intero movimento. Una partita di alto profilo come quella contro i campioni d’Italia in carica, che dovrebbe essere una festa dello sport e un volano economico, rischia così di trasformarsi nell'ennesimo caso studio di una gestione del fenomeno che molti, dentro e fuori dagli stadi, considerano ormai obsoleta e controproducente.
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