Trump cambia rotta su Meloni: "Rapporto molto buono, mi è sempre piaciuta"
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito «molto buono» il suo rapporto con la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, aggiungendo che la premier «mi è sempre piaciuta». La dichiarazione è arrivata alla Casa Bianca, poco prima della partenza del tycoon per l'Alabama, in risposta alle domande dei giornalisti che gli chiedevano conto delle sue critiche dei mesi precedenti.
Un cambio di tono dopo mesi di frizioni
La sortita di Trump segna una netta inversione di rotta rispetto al clima che aveva caratterizzato la tarda primavera e l'estate. Lo scontro pubblico era deflagrato il 19 giugno, quando il presidente americano, intervenendo a una trasmissione televisiva, aveva sostenuto che Meloni lo avesse «implorato» per una fotografia durante il vertice del G7 in Francia, aggiungendo di averle parlato «per pena».
Nei giorni successivi erano seguiti altri attacchi, con l'accusa alla premier di aver «voltato le spalle» agli Stati Uniti sul dossier iraniano e di aver negato l'uso delle basi militari italiane, a partire da Sigonella, per le operazioni contro Teheran.
La replica della premier e l'eco internazionale
La reazione di Meloni non si era fatta attendere. In un video aveva rivendicato il rispetto degli accordi e la sovranità nazionale, pronunciando una frase destinata a restare: «Io e l'Italia non imploriamo mai». A un successivo affondo del presidente americano sui suoi consensi interni, la premier aveva replicato secca sui social: «Esserti amica non ha certo aiutato la mia popolarità, che non dipende dal mio rapporto con te».
La querelle era finita anche al centro di un'analisi del Financial Times, secondo cui le provocazioni del tycoon mettevano in luce un persistente risentimento verso la premier e altri alleati della Nato per la loro riluttanza a consentire l'utilizzo delle basi europee nella campagna contro l'Iran.
L'elogio dell'Europa e il nodo diesel
Nella stessa occasione, Trump ha rivolto parole di apprezzamento anche all'Europa, che ha accettato di rilasciare ingenti quantità dalle proprie riserve di diesel. «È stata eccezionale», ha detto il presidente, smentendo l'ipotesi di un divieto all'esportazione di carburante, misura che a suo dire «non è mai stata realmente presa in considerazione». Un'apertura, quella sul fronte energetico, che secondo diverse ricostruzioni avrebbe contribuito a distendere il clima anche nei rapporti bilaterali con Roma.
Il quadro dei rapporti tra Roma e Washington
Al di là delle dichiarazioni pubbliche, i canali istituzionali tra i due Paesi non si sono mai interrotti. La collaborazione su difesa, energia, spazio ed economia era stata formalizzata già nell'aprile del 2025, quando Meloni era stata ricevuta alla Casa Bianca e i due governi avevano sottoscritto una dichiarazione congiunta per rafforzare il partenariato strategico. Nell'aprile del 2026 si era tenuto a Washington il secondo dialogo bilaterale sullo spazio, dedicato alle telecomunicazioni sicure, all'orbita bassa e alla protezione delle infrastrutture critiche.
Restano sul tavolo dossier delicati come i dazi, il futuro della presenza militare americana in Europa e gli equilibri interni alla Nato.
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