Chiara Mazzel, dalla discesa al superG: un altro oro per l’Italia alle Paralimpiadi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La squadra azzurra continua a macinare risultati di prestigio sulle nevi di casa, e dopo il trionfo di Emanuel Perathoner nello snowboard cross, un’altra medaglia d’oro va ad impreziosire il medagliere dell’Italia a queste Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. A conquistare il Titolo nel superG femminile, categoria vision impaired (ipovedenti), è stata Chiara Mazzel, la trentina delle Fiamme Gialle che soltanto pochi giorni fa aveva aperto la spedizione azzurra con un argento nella discesa libera. Un risultato che conferma lo straordinario momento di forma dell'atleta di Vigo di Fassa e del suo fidato collaboratore, la guida Nicola Cotti Cottini, con i quali ha letteralmente dominato la pista ampezzana.

Una discesa perfetta e un margine importante sulle avversarie

Mazzel, alla vigilia del suo trentesimo compleanno, ha fermato il cronometro sul tempo di 1:14.84, un crono che non ha lasciato scampo alle concorrenti. Un’ora e un minuto, per la precisione, che le è valso il gradino più alto del podio davanti all'austriaca Veronika Aigner, sua storica rivale e già sua antesignana nella discesa di qualche giorno fa, e alla slovacca Alexandra Rexova, che ha dovuto accontentarsi del bronzo. L'emozione, per chi affronta queste gare dovendo fare affidamento esclusivamente sulle indicazioni vocali della propria guida – comunicazioni che avvengono in tempo reale via radio o semplicemente a voce, con il compromesso fondamentale di non poter mai stabilire un contatto fisico durante la discesa – deve essere stata alle stelle, ma la determinazione della trentina ha prevalso su ogni possibile tentennamento.

La spedizione azzurra e il bis dopo l'oro di Perathoner

Questo successo rappresenta la seconda affermazione più importante per i colori azzurri in questa rassegna paralimpica, dopo il sigillo di Emanuel Perathoner nello snowboard cross maschile, un oro che aveva rotto il ghiaccio e acceso l’entusiasmo. Nella stessa gara, l’altra azzurra Martina Vozza ha chiuso ai piedi del podio con un quarto posto, un piazzamento che comunque denota la crescita del movimento italiano in una specialità, il superG, che mette in palio sei titoli complessivi suddivisi tra uomini e donne e richiede un mix esplosivo di velocità e tecnica. La terza giornata di finali, quella di lunedì 9 marzo, era dedicata interamente allo sci alpino, e le aspettative erano tutte concentrate su atleti del calibro di Giacomo Bertagnolli, Federico Pelizzari e René De Silvestro, senza dimenticare Davide Bendotti e Luca Palla, pronti a dare filo da torcere agli avversari.

Il significato di un oro per chi vede con gli occhi di un altro

Quando si parla di categoria vision impaired, si fa riferimento a una competizione in cui atleti con disabilità visiva si affidano ciecamente – è il caso di dirlo – a una guida che li precede, scandendo ogni curva e ogni cambio di pendenza. Per Chiara Mazzel, che ha perso la vista a causa di un glaucoma diagnosticatole a diciotto anni e che per un lungo periodo è rimasta chiusa in casa prima di scoprire che poteva sciare guardando con gli occhi di un altro, questo oro assume i contorni di una rivincita esistenziale prima ancora che sportiva. E la sua prestazione, in coppia con Cotti Cottini, non è solo una questione di cronometro, ma la dimostrazione di quanto la sinergia umana possa trasformare un limite in un punto di forza.

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