Borsa di Londra, il Ftse 100 vola con Burnham: 0,27% nonostante il calo della sterlina
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Redazione Economia
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Mentre le principali piazze europee chiudevano in territorio negativo, la Borsa di Londra ha tenuto testa alla tendenza, salutando con ottimismo l'avvento del nuovo corso politico. Il Ftse 100, l'indice che racchiude i giganti della corporate britannica, è stato l'unico listino del Vecchio Continente a guadagnare terreno, archiviando la seduta di venerdì 17 luglio con un rialzo dello 0,27%.
Un segnale, quello arrivato dai mercati, che sembra aver accolto con favore la prospettiva di un cambio al vertice del governo, nonostante le incertezze legate alla transizione e alle prime indiscrezioni sulle possibili nomine. Lo slancio dell'indice londinese arriva in una giornata in cui le vendite hanno invece prevalso altrove, ma a pesare sul sentiment resta anche l'andamento della sterlina, che ha interrotto il rally delle ultime settimane registrando un lieve calo sia sul dollaro che sull'euro.
La proclamazione di Burnham e l'effetto sui mercati
La nomina di Andy Burnham a nuovo leader del Partito Laburista, con la sua conseguente ascesa a Downing Street prevista per lunedì, è stata accolta dalla piazza finanziaria come un elemento di discontinuità, capace di infondere nuova linfa a un sistema economico in cerca di rinnovate certezze. Il sostegno ricevuto da Burnham è stato plebiscitario: ben 369 deputati laburisti e otto sindacati affiliati si sono schierati dalla sua parte, garantendogli la proclamazione senza nemmeno la necessità di passare dal voto degli iscritti.
Questa fiducia quasi unanime si è tradotta in un'aspettativa positiva per gli investitori, che sperano in una maggiore stabilità politica dopo le dimissioni di Keir Starmer. La prospettiva di un governo "favorevole alle imprese", come lo stesso Burnham ha dichiarato nel suo primo discorso da leader, ha contribuito a mantenere alto l'interesse per il mercato azionario londinese, spingendo l'indice Ftse 100 a sovraperformare le controparti continentali.
A sostenere l'ottimismo, inoltre, sono circolate indiscrezioni riguardanti un possibile rientro di Jonathan Reynolds al ministero delle Imprese con deleghe rafforzate sull'energia, insieme a un ipotetico trasferimento dell'attuale ministro dell'Interno, Shabana Mahmood, al ministero delle Finanze.
Sterlina e prospettive economiche: la sfida del cambio di passo
Nonostante il sentiment positivo per le azioni, il cambio della guardia a Downing Street ha avuto un impatto più sfumato sul mercato valutario. Sebbene la sterlina abbia registrato la terza settimana consecutiva di rialzi, rafforzandosi dell'1,8% sul dollaro e dell'1,45% sull'euro da quando Starmer ha annunciato le dimissioni il 22 giugno, nella giornata di venerdì ha subito un arretramento, perdendo terreno sia sul biglietto verde che sulla moneta unica.
Questo movimento, che per ora appare circoscritto, potrebbe riflettere la cautela degli operatori in attesa di conoscere i dettagli concreti della nuova politica economica. Burnham, che ha parlato di una "strada nuova" per il Regno Unito dopo "40 anni di neoliberismo", si trova ora a dover bilanciare le promesse di un rinnovamento radicale con i vincoli di bilancio e la necessità di mantenere la fiducia dei mercati.
La sua eredità politica, legata al cosiddetto "manchesterismo" e alla spinta per una maggiore devoluzione del potere alle regioni, rappresenta un'incognita, ma anche un potenziale fattore di crescita, come dimostra l'apertura di una succursale di Downing Street a Manchester per una strategia economica meno concentrata sulla capitale.
Le sfide per il nuovo governo: devoluzione e reindustrializzazione
Le priorità del nuovo esecutivo, delineate nelle prime dichiarazioni del leader, si concentrano su due pilastri fondamentali: la devoluzione e la reindustrializzazione. Burnham, che ha costruito la sua popolarità anche sui successi ottenuti come sindaco di Manchester, intende trasferire questo modello a livello nazionale, con l'obiettivo di ridurre le disparità territoriali e rilanciare le aree un tempo cuore pulsante dell'industria britannica.
Nel suo intervento, ha citato esplicitamente i luoghi "distrutti" dalla deindustrializzazione, come acciaierie e bacini carboniferi, chiedendosi se il partito sia stato all'altezza delle loro aspettative.
Parallelamente, la promessa di un governo "orgogliosamente laburista" ma con un occhio di riguardo alle imprese, suggerisce un approccio pragmatico che mira a coniugare la giustizia sociale con la crescita economica.
L'attenzione è ora puntata sulle scelte che verranno annunciate a partire da lunedì, in particolare sulla composizione del governo e sulle prime mosse in materia fiscale e industriale, mentre i mercati continueranno a monitorare l'evoluzione della situazione, consapevoli che la terza settimana di rialzo per la sterlina potrebbe essere solo l'inizio di un percorso più lungo e complesso.




