Donna uccisa nel Cosentino, fermato il marito 80enne: le incongruenze nel racconto dell'allarme

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Una svolta che arriva a poche ore dal ritrovamento del corpo, e che ora getta una luce sinistra su quella che inizialmente poteva apparire come una tragedia consumatasi tra le piante di un agrumeto di Corigliano Rossano. La Procura della Repubblica di Castrovillari ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Pietro Scintu, ottantenne originario della Sardegna, marito della vittima, Carmela Bifano.

La donna, che aveva 72 anni, è stata rinvenuta senza vita nel tardo pomeriggio di ieri in un fondo agricolo di proprietà della famiglia, situato nella località Villaggio Frassa, all'interno del territorio comunale di Corigliano-Rossano. A insospettire i magistrati e gli uomini delle forze dell'ordine, che hanno lavorato senza sosta dalla segnalazione fino al provvedimento restrittivo, è stato il racconto dello stesso anziano, apparso fin da subito poco convincente e costellato di dettagli contrastanti con i rilievi effettuati sulla scena del crimine.

Il ritrovamento e la chiamata alla polizia

A dare l'allarme, come ricostruito dalle prime fonti investigative riportate dalla stampa locale, è stato proprio Pietro Scintu. Secondo quanto riferito agli agenti intervenuti sul posto, l'uomo avrebbe dichiarato di aver scoperto il corpo della moglie già riverso a terra, in un'area isolata del terreno agricolo che la coppia aveva raggiunto per trascorrere la giornata.

Il racconto dell'ottantenne, però, si arricchiva di un particolare che avrebbe subito attirato l'attenzione degli inquirenti: Scintu ha infatti affermato di aver visto due uomini allontanarsi dalla zona poco prima del ritrovamento, un particolare che, nel corso delle verifiche, non ha trovato alcun riscontro concreto né nella ricostruzione delle dinamiche né nelle tracce materiali emerse dai sopralluoghi tecnici.

La donna presentava ferite alla testa, verosimilmente riconducibili all'utilizzo di un corpo contundente come una pietra, e i medici legali hanno confermato la natura violenta del decesso, escludendo che si potesse trattare di un incidente o di un malore.

Le incongruenze e il fermo

Il lavoro degli investigatori si è subito concentrato sulla verifica della versione fornita dal marito, un passaggio fondamentale che ha portato a un'accelerazione dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Castrovillari. Nel corso di un lungo e serrato interrogatorio, Scintu avrebbe mostrato diverse contraddizioni, scontrandosi con l'evidenza dei fatti emersi durante gli accertamenti effettuati nel terreno di Torre Voluta, la località precisa dove è stato trovato il corpo.

Le incongruenze nel racconto, unite ai riscontri oggettivi raccolti dalla polizia giudiziaria, hanno così convinto il pubblico ministero a procedere con l'iscrizione del nome dell'ottantenne nel registro degli indagati e, immediatamente dopo, all'emissione del decreto di fermo. L'uomo, che risulta essere originario della Sardegna, si trova ora a disposizione dell'autorità giudiziaria, in attesa dell'udienza di convalida che dovrà stabilire se sussistano le condizioni per mantenere la misura cautelare in carcere o per disporre una misura alternativa.

L'inchiesta e gli sviluppi giudiziari

La Procura di Castrovillari, che ha assunto la direzione delle indagini sin dai primi momenti successivi al ritrovamento, mantiene il massimo riserbo sugli elementi tecnici emersi dalle analisi condotte sul luogo del delitto, ma è chiaro che la decisione di procedere con il fermo rappresenta un passaggio processuale di primaria importanza. Gli inquirenti stanno ora vagliando con attenzione ogni frammento di prova, dalle tracce biologiche presenti sulla scena ai movimenti della coppia nelle ore precedenti la scoperta del cadavere, per consolidare il quadro indiziario a carico di Pietro Scintu.

La comunità di Corigliano Rossano, dove la notizia ha destato profonda impressione, segue con apprensione gli sviluppi di una vicenda che ha sconvolto l'equilibrio di una zona solitamente tranquilla. L'udienza di convalida del fermo, che si terrà nei prossimi giorni davanti al giudice per le indagini preliminari, rappresenterà il primo banco di prova per la tesi accusatoria, chiamata a dimostrare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di inquinamento probatorio o di fuga.

Nel frattempo, l'autopsia sul corpo di Carmela Bifano, già disposta dalla magistratura, fornirà ulteriori dettagli sulle modalità dell'omicidio e potrebbe rivelarsi decisiva per ricostruire con esattezza la dinamica dell'aggressione. La Procura, in attesa dei risultati definitivi degli esami, prosegue le indagini per chiarire ogni aspetto di una morte che, al termine di una giornata trascorsa tra gli alberi della sua proprietà, ha trovato il suo epilogo più tragico e, per ora, ancora avvolto dal mistero di un racconto che continua a non tornare.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.