Oro e mirra: Andreeva, chi è la campionessa del Roland Garros. Età, altezza, carriera, stipendio, ranking

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Parigi ha una nuova regina, e il suo nome è Mirra Andreeva. La giovanissima tennista russa, classe 2007, ha conquistato il Roland Garros 2026 con una vittoria netta e senza appello: 6-3, 6-2 il punteggio finale inflitto alla sorpresa polacca Maja Chwalińska. Un successo, questo, che rappresenta il primo titolo del Grande Slam in carriera per la diciannovenne siberiana, alla sua prima apparizione in una finale di uno dei quattro tornei più prestigiosi del circuito.

Con questo trionfo, Andreeva non solo mette in bacheca il suo primo major, ma interrompe anche la favola di Chwalińska, la numero 114 del mondo partita dalle qualificazioni e capace di scalare il tabellone fino all’atto conclusivo, dove però ha dovuto inchinarsi alla superiorità tecnica e mentale dell’avversaria.

Il trionfo e i precedenti illustri

La finale, giocata sul Philippe-Chatrier, ha visto Andreeva gestire con una tranquillità sorprendente la pressione dell’evento, spazzando via lungo il suo cammino avversarie del calibro di Sorana Cîrstea e Marta Kostyuk prima di incontrare la polacca. Andreeva, che vanta già cinque titoli WTA all’attivo (inclusi i prestigiosi WTA 1000 di Dubai e Indian Wells vinti nel 2025), è diventata la più giovane tennista a vincere il titolo parigino dai tempi di Monica Seles, che nel 1992 trionfò a soli 18 anni.

Un parallelo storico che carica di ulteriore significato questa affermazione, suggellata tra l’altro dall’abbraccio con la sua allenatrice, Conchita Martínez, ex campionessa di Wimbledon. La partita è stata un’esibizione di solidità da fondo campo da parte della russa, capace di annullare la grinta e la velocità della mancina polacca, schiacciata letteralmente dal peso del gioco di Andreeva.

Chi è Mirra Andreeva: dati, carriera e guadagni

Nata a Krasnoyarsk, in Siberia, il 29 aprile 2007, Mirra Andreeva si allena abitualmente in Francia e ha da tempo attirato l’attenzione degli addetti ai lavori per la sua precocità. Alta 1,75 metri, destrosa e dotata di un rovescio solido a due mani, ha iniziato la sua ascesa nel 2023, quando venne votata come “Newcomer of the Year” dalla WTA.

La sua carriera, seppur breve, è già costellata di soddisfazioni: dopo essere entrata nella top 10 nel febbraio del 2025, è riuscita a raggiungere il best ranking in singolare alla posizione numero 5 del mondo. Con la vittoria al Roland Garros, il montepremi complessivo della carriera ha subito un’impennata significativa.

Stando ai dati ufficiali, prima della finale russa vantava già guadagni per oltre 6,9 milioni di dollari, ma il premio messo in palio dalla Federazione francese (circa 2,4 milioni di euro per il vincitore) la proietterà sicuramente oltre la soglia dei 9,5 milioni di dollari complessivi, senza contare gli introiti derivanti dagli sponsorship che iniziano a fioccare per la nuova stella del tennis mondiale.

L’altra faccia della medaglia: Cobolli in finale e il forfait di Arnaldi

Se Andreeva regnava sovrana sul lato femminile del tabellone, il torneo maschile ha riservato un finale tutt’altro che scontato per le speranze azzurre. Flavio Cobolli, numero 13 del ranking ma da lunedì destinato a entrare nella top 10, si prepara alla finalissima di domani contro il tedesco Alexander Zverev. Un traguardo, quello della finale, raggiunto però in circostanze drammatiche: l’attesissima semifinale tutta italiana tra Cobolli e Matteo Arnaldi è stata annullata dal clamoroso forfait di quest’ultimo.

Fermato da un virus che lo ha debilitato a poche ore dal match, Arnaldi si è presentato in conferenza stampa visibilmente scosso, spiegando che ogni tentativo di alzarsi in piedi gli causava forti capogiri, rendendo impossibile anche solo l’idea di scendere in campo. Una scelta, quella di ritirarsi, definita “dolorosa ma giusta” dallo stesso giocatore, che ha lasciato Cobolli a raccogliere l’eredità di una finale raggiunta senza aver giocato l’ultimo atto, un’occasione unica per scrivere la storia del tennis italiano sulla terra rossa parigina.

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