Bufera di neve sui Sibillini, allerta arancione in Umbria: raffiche a 100 km/h e agricoltori col fiato sospeso tra ritardi e speranze

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono ore di vero e proprio assedio invernale per l’alta quota dell’Umbria, dove una perturbazione di origine balcanica sta scaricando la sua furia ormai da oltre ventiquattro ore sui monti Sibillini. La protezione civile regionale ha diramato un’allerta arancione che interessa in particolare la Valnerina e l’altopiano di Castelluccio di Norcia, zone dove le raffiche di vento, raggiungendo e talvolta superando i cento chilometri orari, stanno sollevando la neve fresca dando vita a una tormenta che riduce drasticamente la visibilità e rende, come è facile immaginare, gli spostamenti non solo sconsigliabili ma in alcuni tratti del tutto impraticabili. La situazione, monitorata costantemente dal Centro Funzionale della Regione, vede l’accumulo di neve concentrarsi soprattutto sulle aree più esposte della dorsale appenninica, dove il quadro meteo, secondo le ultime rilevazioni, è destinato a mantenersi critico anche nelle prossime ore, con precipitazioni che potrebbero persistere fino alla giornata di giovedì.

L’impatto della bufera e il fronte della viabilità

La violenza del fenomeno è stata registrata in modo emblematico dalla webcam posizionata a Castelluccio dalla start-up folignate “Scenari Digitali”, che ha immortalato un timelapse spettacolare della bufera: le immagini mostrano il bianco che cancella i confini del paesaggio, mentre il vento spazza via la neve depositata creando accumuli irregolari e pericolose formazioni di lastroni. Non si tratta solo di uno scenario suggestivo, perché le condizioni critiche comportano conseguenze concrete sulla viabilità secondaria; le autorità locali raccomandano di limitare gli spostamenti verso le quote più alte, dove i mezzi di soccorso e gli spazzaneve faticano a garantire la transitabilità a causa delle raffiche che tendono a ricoprire immediatamente le carreggiate appena liberate. A Terni, a Titolo precauzionale, il sindaco ha firmato un’ordinanza che dispone la chiusura di parchi, giardini e cimiteri, mentre a Foligno è stato chiuso il parco dei Canapè, per prevenire rischi legati alla caduta di rami o alberi messi sotto pressione dal vento forte.

Il punto di vista degli agricoltori: una neve che porta bene alla lenticchia

Se da un lato la tormenta rappresenta un ostacolo logistico non indifferente per chi risiede o opera in montagna, dall’altro esiste una lettura completamente diversa del fenomeno, quella degli agricoltori locali. In particolare, gli imprenditori agricoli che si dedicano alla coltivazione della lenticchia di Castelluccio di Norcia, prodotto identitario per eccellenza dell’altopiano, guardano a questa abbondante nevicata con un misto di rassegnazione e favore. L’accumulo di neve, spiegano, agisce come una coltre protettiva naturale: isola il terreno dal freddo più intenso e, soprattutto, garantisce una riserva idrica fondamentale al momento del disgelo primaverile. Tuttavia, non mancano le conseguenze immediate sul calendario agricolo: la bufera, che ha ricoperto i campi con uno strato spesso e duro, costringerà a posticipare di alcuni giorni l’avvio delle operazioni di semina. Un ritardo che, come conseguenza a cascata, potrebbe tradursi in uno slittamento anche della tradizionale fioritura, quell’evento spettacolare che trasforma il pianoro in un caleidoscopio di colori attirando visitatori da tutta Italia solitamente tra metà giugno e i primi di luglio.

Il quadro previsionale e le misure di sicurezza

La struttura della protezione civile regionale, come confermato dalla presidente della Regione, ha attivato tutte le procedure del caso per fronteggiare l’emergenza, con un monitoraggio costante delle aree a maggior rischio e il coordinamento con prefetture e comuni. Il bollettino meteo parla di un peggioramento destinato a proseguire, con venti forti o di burrasca che insisteranno sui crinali appenninici e nevicate che, nelle prossime ore, potrebbero interessare anche quote leggermente inferiori, seppur con minore intensità rispetto ai picchi raggiunti sui Sibillini. Le correnti fredde in arrivo dai Balcani continuano ad alimentare il vortice ciclonico che staziona sul Tirreno, e gli esperti sottolineano come le raffiche provenienti dai quadranti settentrionali possano creare disagi non solo in montagna, ma anche nelle aree pedemontane e nelle valli, dove il vento si incanala amplificando la propria forza. In questo contesto, la raccomandazione per residenti e turisti è quella di evitare qualsiasi spostamento non strettamente necessario verso le zone interne, e di prestare massima attenzione agli aggiornamenti ufficiali emessi dal Dipartimento della Protezione Civile, che ha classificato l’intensità del fenomeno come potenzialmente pericolosa per l’incolumità delle persone e per le infrastrutture.

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