Sull’Aurelia fatto brillare il masso ciclopico da duemila tonnellate, treni fermi e bus potenziati in attesa della riapertura di marzo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 13 febbraio, una serie di detonazioni controllate ha echeggiato tra le alture del ponente genovese, più precisamente nel tratto compreso tra Vesima e Arenzano, dove dal 25 gennaio scorso una frana aveva interrotto la via Aurelia. L’oggetto dell’operazione, coordinata da Anas con il supporto di Aspi, della Regione Liguria e dei Comuni interessati, era un masso definito dagli stessi tecnici come “ciclopico”: un blocco di roccia dal peso stimato di duemila tonnellate, alto quanto un palazzo di quattro piani, che era rimasto in bilico sulla parete franata rappresentando una minaccia costante per la sicurezza pubblica e per le infrastrutture sottostanti -1-5. L’intervento, per il quale sono stati impiegati trecento chilogrammi di esplosivo, è stato eseguito da rocciatori specializzati, i quali hanno predisposto le cariche in punti prestabiliti per frammentare i volumi rocciosi ancora pericolanti e procedere così alla riprofilatura del versante -3-7.
Mentre l’autostrada A10, unica arteria rimasta percorribile per chi deve spostarsi tra il ponente e il levante ligure, è rimasta regolarmente aperta al traffico per non paralizzare del tutto i collegamenti, la circolazione ferroviaria sulla linea Genova-Ventimiglia ha subito una battuta d’arresto. Dalle 14:12, e per tutta la durata delle operazioni di brillamento, i treni sono rimasti fermi nel tratto compreso tra le stazioni di Voltri e Cogoleto, con la conseguente cancellazione di otto convogli regionali, un sacrificio ritenuto necessario per garantire l’incolumità durante una fase tanto delicata -3-9.
L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, presente sul posto insieme al viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi e all’assessore regionale Giacomo Giampedrone, ha sottolineato come questo brillamento rappresenti solo il primo, seppur rilevante, passo di un piano di messa in sicurezza più ampio: l’obiettivo, dichiarato con una certa cautela ma anche con la determinazione di chi deve far fronte a un’emergenza che dura ormai da settimane, resta quello di riaprire il traffico sulla statale Aurelia almeno su una corsia entro il prossimo primo marzo, restituendo così una viabilità ordinaria a migliaia di automobilisti e residenti -5-10.
Una logistica complessa e i collegamenti alternativi
Parallelamente alla spettacolare rimozione del masso, che ha richiesto una pianificazione meticolosa per evitare conseguenze indesiderate sulle infrastrutture vicine come la ferrovia e il sovrastante tracciato autostradale, le autorità locali hanno dovuto affrontare il nodo dei trasporti per la popolazione isolata. Con l’Aurelia destinata a rimanere chiusa ancora per tutto il mese di febbraio, l’azienda di mobilità e trasporti AMT ha recepito le richieste provenienti dai Comuni, dal Municipio Ponente e dalla Città Metropolitana, mettendo a punto una rimodulazione del servizio di linea. Da lunedì 16 febbraio, la linea 708, che collega Varazze ad Arenzano e Cogoleto, vedrà prolungato il suo percorso fino a raggiungere Vesima, la frazione rimasta maggiormente isolata dallo smottamento, percorrendo un tratto dell’A10 e garantendo una fermata anche al capolinea dell’1 a Voltri, snodo cruciale per chi è diretto, ad esempio, all’ospedale Evangelico.
Il riutilizzo del materiale e gli sviluppi cantieristici
Non si è trattato soltanto di rimuovere un pericolo, ma anche di pianificare il destino di quelle migliaia di tonnellate di roccia che ora giacciono alla base del versante o che sono state frammentate dall’esplosione. In un’ottica di economia circolare e di accelerazione dei tempi, Regione Liguria, attraverso la sua Direzione Ambiente, ha dato indicazioni precise affinché il materiale lapideo ricavato dal brillamento venga riutilizzato in loco. Quelle stesse rocce, infatti, una volta selezionate e posizionate, andranno a rinforzare la scogliera esistente, un’operazione che non solo evita costi e tempi di smaltimento, ma che contribuisce a consolidare il “piede” dell’Aurelia aumentando la resilienza dell’intero tratto costiero contro le mareggiate.
Le dichiarazioni a caldo dei responsabili
“Oggi siamo qui per il primo intervento importante di messa in sicurezza della strada”, ha dichiarato l’ad di Anas Claudio Andrea Gemme a margine delle operazioni, visibilmente sollevato per la buona riuscita di una manovra che definiva “un rilevante passo avanti”. Il riferimento era al masso instabile che dominava la scena, un monolito che l’amministratore delegato ha paragonato per dimensioni a un edificio di quattro piani e che, fino a poche ore prima, incombeva minaccioso sulle infrastrutture. Dello stesso tenore le parole dell’assessore Giampedrone, il quale ha voluto sottolineare come la collaborazione tra i vari enti abbia permesso di rispettare i tempi previsti, con l’obiettivo condiviso di arrivare alla fatidica data del primo marzo con la strada almeno parzialmente percorribile, un traguardo che sembrava lontano solo qualche settimana fa.




