Superbonus, Leo avverte: "10 miliardi di illeciti, i condomini rischiano il riverbero"
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Redazione Economia
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La fase dell'attuazione del Superbonus, con il suo intricato meccanismo di cessione dei crediti e sconto in fattura, è ormai conclusa, lasciando però sul campo una scia di verifiche fiscali e procedimenti giudiziari che stanno definendo l'eredità più spinosa del provvedimento. Come ha sottolineato il viceministro all'Economia, Mauriano Leo, ad Atreju, gli accertamenti condotti dall'Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza hanno già portato alla luce un volume di illeciti stimato in dieci miliardi di euro, una cifra che solleva interrogativi gravosi sulle possibili ricadute per gli ultimi anelli della catena. È proprio questo, in effetti, il dato che desta maggiore apprensione tra gli osservatori, poiché le irregolarità commesse da alcuni operatori del settore potrebbero riverberarsi, attraverso complessi meccanismi di rivalsa, sui singoli condomini che in buona fede avevano aderito al programma di riqualificazione energetica.
L'avvio della stretta fiscale e le prime contestazioni
La macchina dei controlli è già in moto da tempo, avviata con lettere indirizzate a quei proprietari che non hanno provveduto ad aggiornare i dati catastali a seguito degli interventi edilizi, un primo segnale di un'attività ispettiva che si preannuncia capillare. L'esame dei dossier, d'altronde, non si limita ai soli committenti ma abbraccia, in una visione d'insieme, il ruolo delle imprese esecutrici e quello degli intermediari finanziari che hanno gestito la compravendita dei crediti, cercando di districare le responsabilità in un groviglio spesso volutamente opaco. Molti di coloro che speravano di aver chiuso la pratica si trovano invece a dover fronteggiare richieste di chiarimento e possibili contestazioni, un percorso che rischia di trasformare un beneficio in un boomerang dalle conseguenze economiche rilevanti.
Le sentenze che fanno scuola: il caso dell'impresa che abbandona il cantiere
Nel contempo, la giustizia ordinaria sta tracciando i confini delle responsabilità civili, come dimostra una significativa pronuncia del Tribunale di Salerno, la quale ha stabilito principi importanti per i condomini rimasti in balia di cantieri non finiti. La sentenza, nello specifico, ha condannato un'impresa che aveva abbandonato i lavori non solo a risarcire il danno per le opere incompiute, ma anche per la perdita integrale del beneficio fiscale, il cosiddetto "Superbonus saltato", che il condominio non potrà più recuperare a causa dell'inadempienza. Si tratta di un precedente che offre un argine di tutela ai committenti, riconoscendo come il danno derivante dalla mancata fruizione dell'agevolazione sia diretto e immediato, benché la sua quantificazione richieda perizie spesso complesse.
Il conto alla rovescia per i cittadini e lo spettro delle sanzioni
Con la scadenza ormai alle spalle, il timore principale per migliaia di famiglie è legato alla possibile decadenza del diritto alla detrazione, un'eventualità che si concretizza quando i lavori non sono stati completati o non rispettano i requisiti tecnici previsti, primo fra tutti il miglioramento di due classi energetiche. In questi casi, la normativa prevede l'obbligo di restituire le somme già godute, a cui si aggiungono sanzioni amministrative e il pagamento degli interessi, configurando una stangata che molte economie domestiche faticherebbero a sostenere. La situazione è ulteriormente complicata per coloro che, pur avendo terminato gli interventi, si trovano oggi a dover dimostrare la conformità di ogni dettaglio burocratico e tecnico sotto lo scrutinio degli uffici finanziari, in una partita dove l'onere della prova ricade quasi interamente sul cittadino.




