Ikea a Elmas, il richiamo dello chef e la guerra dei divani che passa per la statua di Carlo Felice
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Redazione Economia
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Non è stato ancora tagliato il nastro del Fass Shopping Centre, eppure il nuovo polo commerciale di Elmas registra già il primo tutto esaurito. La febbre per l’apertura, prevista per il prossimo 19 marzo, ha trovato un catalizzatore inaspettato nella figura di un’icona della cucina sarda: lo chef Luigi Pomata. Il colosso svedese dell’arredamento, in occasione dell’inaugurazione, ha deciso di omaggiare i membri della propria community con un evento che fonde design e alta gastronomia, trasformando gli show cooking in un’attrazione così potente da saturare in anticipo ogni posto disponibile.
A trainare l’attenzione, però, non è soltanto la prospettiva di assistere alle creazioni di Pomata. L’arrivo del primo store Ikea in Sardegna – una struttura che si sviluppa su oltre 15 mila metri quadri di superficie, con 9.600 prodotti, 950 metri quadri dedicati al food e 150 co-worker -6 – ha innescato una dinamica competitiva che coinvolge il territorio ben oltre i confini del centro commerciale. Le acciaierie dismesse, situate a due passi dall’aeroporto, si apprestano a vivere una nuova vita, trasformandosi in un’opportunità occupazionale che ha già fatto registrare numeri significativi: 170 posizioni vacanti e oltre 7 mila curriculum presentati solo nelle prime fasi di selezione organizzate dall’Aspal, numeri che raccontano di una fame di lavoro che si fa sentire con forza nelle dinamiche dell’hinterland cagliaritano.
Il re sabaudo diventa testimonial involontario di una sfida tutta sarda
Nel frattempo, a Cagliari, la febbre dell’arredamento ha trasformato un monumento storico in un inatteso campo di battaglia mediatico. La statua di Carlo Felice, situata al centro di piazza Yenne, è diventata suo malgrado un influencer urbano. Nelle scorse settimane, Ikea ha posizionato sui balconi dell’hotel che si affaccia sulla piazza quattro statue neoclassiche raffiguranti dipendenti con la caratteristica borsa blu Frakta, tutte orientate nella direzione del nuovo store di Elmas, accompagnate da un messaggio ironico che gioca sull’errore storico del monumento: quella tradizione vuole che il braccio teso del re indichi una direzione “sbagliata” rispetto alla strada regia originaria.
Questa operazione di marketing virale, però, non è rimasta senza risposta. La figura di Carlo Felice, già di per sé oggetto di dibattito storiografico per il suo ruolo nella repressione dei moti rivoluzionari, è stata subito dopo “reclutata” come volto della risposta locale. Pisano Arredamenti ha raccolto il guanto di sfida, utilizzando l’icona cittadina per rivendicare l’identità sarda del settore, in una sorta di derby dell’arredamento che si gioca sotto gli occhi dei passanti. Quella che poteva essere una semplice inaugurazione si è trasformata così in una narrazione a due voci, dove la statua del sovrano sabaudo fa da sfondo a una competizione tra il gigante globale e l’impresa locale.
La nuova vita delle acciaierie e la macchina del lavoro
Il Fass Shopping Centre di Elmas rappresenta un’operazione urbanistica e sociale di ampio respiro. L’ex struttura abbandonata, situata in una posizione strategica nei pressi dello scalo aeroportuale più importante dell’isola, è destinata a diventare il polo commerciale più grande della Sardegna. L’impatto occupazionale è già tangibile: le selezioni non riguardano solo Ikea, ma coinvolgono un centinaio di aziende che si insedieranno nel centro, con un’attenzione particolare alla facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta. I numeri dei colloqui già programmati, che contano centinaia di aspiranti lavoratori, confermano come l’apertura venga percepita come un volano essenziale per l’economia del territorio.
Oltre ai dati strutturali – come i 3,8 mila metri quadri di showroom che raccontano molteplici modi di abitare e i 2,6 mila metri quadri del market hall -6 – l’aspetto più rilevante rimane l’integrazione con il contesto. Ikea arriva in Sardegna dopo un decennio di presenza con il punto di ritiro di Viale Marconi, che ha accolto oltre 5 milioni di visitatori -6, e ora si inserisce in un tessuto commerciale che, pur guardando alla modernità, rivendica con forza le proprie radici.
Numeri, cibo e identità: gli ingredienti del sold out
Il sold out degli show cooking di Luigi Pomata rappresenta l’emblema di questa transizione. Non si tratta solo di un evento collaterale, ma di una scelta precisa: usare la cucina sarda, con la sua forza identitaria, come cavallo di Troia per attirare i visitatori in uno spazio dominato dal design scandinavo. È una strategia che mescola la funzionalità del prodotto industriale con l’appeal della tradizione locale, una miscela che sembra aver centrato l’obiettivo.
Con Leroy Merlin e gli altri mega store pronti a entrare a pieno regime nel giro di pochi mesi, Elmas si prepara a diventare il cuore pulsante del commercio isolano. La guerra del mobile, che ha visto Carlo Felice prestare involontariamente il suo volto a entrambi gli schieramenti, è solo il primo atto di una trasformazione che cambierà le abitudini di spesa dei sardi. Resta sullo sfondo, ma ben visibile, l’enorme mole di curriculum depositati: la conferma che, al di là della rivalità commerciale e dell’effetto novità, la posta in gioco è concretamente quella del lavoro per migliaia di famiglie.




