Statine dopo i 70 anni: quando riducono davvero il rischio di infarto

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Le statine dopo i 70 anni possono ridurre in modo rilevante il rischio di eventi cardiovascolari anche nelle persone che non hanno mai avuto un infarto o un ictus. È quanto emerge dal trial australiano STAREE, che ha affrontato una questione rimasta a lungo incerta nella prevenzione cardiovascolare degli anziani. Lo studio indica però anche un limite importante: diminuire infarti e ictus non significa automaticamente prolungare la vita, prevenire la demenza o evitare ogni forma di disabilità. I risultati richiedono quindi di distinguere con precisione gli effetti osservati sugli eventi cardiovascolari dagli altri possibili benefici che lo studio non consente di affermare.

Statine negli over 70: cosa mostrano gli studi

Negli ultimi anni diversi studi hanno cercato di stabilire quanto le statine siano utili dopo i 70-75 anni, una fascia di età nella quale il rapporto tra prevenzione cardiovascolare e risultati clinici è stato oggetto di particolare attenzione. Le ricerche disponibili mostrano innanzitutto che negli anziani con precedenti eventi cardiovascolari il trattamento con statine riduce in modo significativo la mortalità totale e il rischio di nuovi infarti e ictus. In queste persone, quindi, i dati disponibili evidenziano un beneficio che riguarda sia il rischio di ulteriori eventi cardiovascolari sia la mortalità complessiva.

Più controversa è stata invece la situazione degli anziani senza una precedente storia di infarto o ictus. È proprio su questo punto che il trial STAREE aggiunge informazioni considerate rilevanti: iniziare una statina dopo i 70 anni, anche in una persona senza precedenti eventi cardiovascolari, può ridurre in maniera importante il numero degli eventi cardiovascolari maggiori. La distinzione tra chi ha già avuto un evento e chi non ne ha mai avuto uno resta centrale, perché lo studio si è concentrato proprio sull'impiego delle statine nella prevenzione cardiovascolare degli over 70 senza una malattia cardiovascolare nota.

Trial STAREE, cosa è emerso sull'atorvastatina

Nel trial STAREE l'atorvastatina ha ridotto del 30% gli eventi cardiovascolari maggiori nelle persone anziane senza malattie cardiovascolari note, diabete o demenza. Il risultato affronta direttamente uno dei dubbi più discussi sull'uso delle statine negli over 70 e indica un effetto sulla prevenzione degli eventi cardiovascolari in una popolazione che non aveva già manifestato quelle patologie. Allo stesso tempo, lo studio non ha mostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da disabilità, un dato che impedisce di estendere automaticamente il beneficio cardiovascolare ad altri aspetti della salute e della vita delle persone coinvolte.

La portata del risultato va quindi letta insieme a ciò che STAREE non dimostra. Una riduzione degli infarti e degli ictus non equivale necessariamente a una maggiore durata della vita e non permette di affermare che il trattamento impedisca la demenza o preservi da ogni forma di disabilità. Il trial chiarisce soprattutto il ruolo dell'atorvastatina nella riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori negli anziani selezionati dallo studio. I dati disponibili separano così due piani differenti: da una parte la prevenzione cardiovascolare, dall'altra gli esiti più ampi legati alla sopravvivenza libera da disabilità.

Perché il tema delle statine dopo i 70 anni è centrale

Il tema assume particolare importanza anche per l'invecchiamento della popolazione. Il professor Mark Nelson, docente a contratto presso la facoltà di sanità pubblica e medicina preventiva della Monash University di Melbourne e coautore dello studio, ha richiamato l'attenzione sull'aumento del carico di malattie legato a una società che invecchia. La fascia dai 70 anni in su è stata infatti al centro di questo studio clinico, presentato sul New England Journal of Medicine e al Congresso della Società Europea di cardiologia in Germania, con l'obiettivo di affrontare una delle aree più controverse della prevenzione cardiovascolare.

I dati del trial STAREE sono stati presentati anche da Sophia Zoungas, del The George Institute for Global Health in Australia, in occasione dell'ESC Congress 2026 a Monaco di Baviera. L'attenzione è stata rivolta in particolare agli over 70 senza precedente storia di eventi cardiovascolari, per i quali l'impiego delle statine era rimasto una questione meno definita rispetto alle persone che avevano già avuto un infarto o un ictus. Il risultato sull'atorvastatina aggiunge quindi un elemento concreto: in questa popolazione il farmaco ha ridotto gli eventi cardiovascolari maggiori, senza però determinare un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da disabilità.

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