Bufera sulla sanità siciliana, la nomina di Daniela Faraoni sotto accusa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La recente nomina di Daniela Faraoni a nuovo assessore regionale alla salute della Sicilia ha scatenato una tempesta politica e amministrativa. La sostituzione di Giovanna Volo, dimissionaria, con l'attuale direttore generale dell'Asp 6 di Palermo, ha sollevato dubbi di legittimità e compatibilità. Secondo alcuni esponenti dell'opposizione, tra cui il Movimento 5 Stelle, l'incarico alla dottoressa Faraoni potrebbe essere inconferibile e incompatibile con il suo ruolo attuale, rischiando di creare un conflitto di interessi.

Nuccio Di Paola e Antonio De Luca, rispettivamente referente regionale e capogruppo del M5S all'Ars, hanno espresso preoccupazioni riguardo alla possibilità che Faraoni si trovi a essere controllore di se stessa. Citando il Decreto Legislativo 39/2013, i due deputati hanno annunciato che nei prossimi giorni approfondiranno la questione, pronti a segnalare eventuali anomalie alla magistratura amministrativa.

La nomina di Faraoni è stata accolta con freddezza anche da altri esponenti politici. Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva ed ex sottosegretario alla salute, ha definito la nuova assessora "vice disastro", mentre la Cgil ha criticato duramente la scelta, sottolineando le inadeguatezze già mostrate dalla nuova dirigente.

Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha impiegato solo un'ora per liquidare l'assessore uscente Volo, soprannominata "cartonato", e insediare Faraoni. Quest'ultima, a differenza della sua predecessora, parte da una posizione di forza, godendo di un ampio consenso tra i suoi sostenitori.

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