Poste Italiane, Morgan Stanley riapre la copertura con Overweight: Tim vale 29 euro
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Redazione Economia
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Piazza Affari ha aperto la settimana con un cauto rialzo, mantenendosi sopra la soglia dei 50.000 punti. Il Ftse Mib ha chiuso la seduta poco mosso, con un progresso marginale che ha portato l'indice a 50.057 punti. Il quadro tecnico di breve periodo resta improntato alla prudenza: dopo un rimbalzo dalla media mobile a 200 periodi, il mercato si trova a fronteggiare una prima area di resistenza intorno ai 50.200 punti, mentre il sostegno principale è identificato in zona 49.100 punti, sotto il quale si aprirebbe uno scenario correttivo più ampio.
Semiconduttori sotto pressione
A pesare sull'umore degli investitori è stata una nuova ondata di vendite sul comparto dei semiconduttori, alimentata dai timori sulla redditività degli investimenti legati all'intelligenza artificiale e dalla crescente concorrenza cinese. A Milano le vendite hanno colpito in particolare Technoprobe, in calo del 5,1%, e Stm, che ha ceduto il 3,38%. Il comparto tecnologico ha risentito di una generale riconsiderazione delle valutazioni delle società esposte ai temi di crescita più aggressivi, con prese di profitto che hanno interessato anche Avio e Prysmian.
Il ritorno di Morgan Stanley su Poste
In controtendenza rispetto al clima generale, Poste Italiane ha catalizzato l'attenzione degli operatori dopo che Morgan Stanley ha ripreso la copertura sul titolo con raccomandazione Overweight e un prezzo obiettivo di 29 euro, che incorpora un potenziale rialzo di circa il 20% rispetto alle quotazioni correnti. La banca d'affari americana considera Tim il prossimo capitolo della storia di crescita del gruppo, all'indomani dell'operazione che ha portato Poste a detenere l'86,95% dell'ex monopolista delle telecomunicazioni.
La tesi di Morgan Stanley si fonda sulla capacità di estrarre valore dall'integrazione tra la rete distributiva di Poste e le infrastrutture tecnologiche di Tim.
«Storicamente, la forza di Poste risiede nella capacità di distribuire una gamma di prodotti in costante espansione attraverso la sua capillare rete fisica e digitale», sottolineano gli analisti, secondo i quali «Tim apporta maggiori opportunità di cross-selling di servizi di connettività per i consumatori, oltre a una più ampia offerta di servizi di connettività, cloud e sicurezza informatica per imprese e pubblica amministrazione».
Sinergie da 700 milioni e dividendo in crescita
Il piano industriale congiunto, atteso per il primo trimestre del 2027, punta a sinergie ante-imposte di 700 milioni di euro: 500 milioni derivanti da efficienze sui costi e oltre 200 milioni da maggiori ricavi. Morgan Stanley stima un accrescimento dell'utile per azione rettificato nell'ordine dell'8-10% nel biennio 2028-2029, con un flusso di cassa disponibile pro-forma, al netto dei dividendi, compreso tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto ai 0,3-0,4 miliardi su base standalone.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, le proiezioni indicano un dividendo per azione in crescita da 1,31 euro nel 2026 a 1,84 euro nel 2029, con un rendimento di circa il 7% sui prezzi attuali nel 2028. A rafforzare il quadro contribuisce la conferma del rating Baa2 da parte di Moody's, con outlook stabile, che l'agenzia motiva con l'aspettativa che l'operazione rafforzi il profilo di business di Poste attraverso maggiori economie di scala, diversificazione dei servizi e un miglioramento dell'impronta internazionale.
Tim in controtendenza a Piazza Affari
Nella seduta di lunedì, Tim ha messo a segno un rialzo del 2,99%, sostenuta anche dalle indicazioni positive degli analisti sull'integrazione con Poste. Il titolo dell'ex monopolista beneficia delle prospettive di sinergie nel segmento Enterprise e Pubblica Amministrazione, dove Morgan Stanley vede le maggiori opportunità di cross-selling. Il piano industriale congiunto dovrà fornire maggiore chiarezza sulle modalità di realizzazione delle sinergie e sull'impiego della cassa aggiuntiva generata dal gruppo combinato.
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