Quartararo e la Yamaha, un rapporto al capolinea tra delusioni e progetti futuri
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Redazione Sport
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Fabio Quartararo, il pilota francese che ha conquistato il titolo mondiale con la Yamaha, si ritrova a navigare in acque insolitamente agitate, costretto a lottare per una posizione nella metà bassa della griglia piuttosto che per la vittoria. L'Autodromo Internacional do Algarve, a Portimao, ha offerto un altro weekend complicato, con il francese che ha chiuso le pre-qualifiche al tredicesimo posto, un risultato che lo obbligherà a passare dal tracciato delle Q1 per tentare di accedere alla sessione decisiva. "Non capisco cosa stia succedendo", ha dichiarato Quartararo, le cui parole tradiscono una frustrazione ormai cronicizzata, dopo che nessuna delle due M1 è riuscita a piazzarsi nella top ten al termine delle prove libere. La sua insofferenza, che si è manifestata attraverso una serie di ultimatum rivolti alla casa dei diapason, nasce da un divario prestazionale che le modifiche apportate al prototipo di questa stagione non sono riuscite a colmare, tanto che lo stesso è stato accantonato diverse gare fa, con grande disappunto di chi la guida.
Il futuro prossimo: la scommessa sul motore V4
Mentre il circo mondiale è radunato in Portogallo, la Yamaha sta già lavorando con il suo test team su un altro fronte, quello del MotorLand Aragon, dove si terranno dei collaudi fondamentali. La speranza della fabbrica di Iwata, l'unica ad essere rimasta fedele all'architettura a quattro cilindri in linea, è riposta interamente nella nuova moto equipaggiata con il propulsore V4, un progetto rivoluzionario per il marchio nipponico. A condurre lo sviluppo, messo a punto da Augusto Fernandez, sarà proprio lui a continuare i test sul nuovo motore, affiancato da Toprak Razgatlioglu che avrà un primo assaggio della MotoGP. Quartararo, da parte sua, ha già dichiarato che "al 99% la decisione è presa: nel 2026 avremo la Yamaha V4", indicando come la casa stia concentrando ogni sua energia su questa soluzione tecnica, nella speranza di tornare a competere ai massimi livelli.
Lo scenario del 2027 e l'ipotesi Aprilia
Le lamentele pubbliche del pilota, se da un lato sono un monito per la sua attuale squadra, dall'altro alimentano le speculazioni sul mercato piloti, che già vedono Quartararo come uno dei nomi più ambiti. Con un contratto in scadenza al termine della prossima stagione, il francese si guarda attorno, valutando opzioni che possano garantirgli una moto competitiva in tempi più brevi. Nel paddock si fa sempre più insistente l'idea di un suo approdo in Aprilia a partire dal 2027, un'ipotesi che, sebbene non confermata, appare come una concreta alternativa qualora la nuova M1 non dovesse rivelarsi all'altezza delle aspettative. Si tratta di un'eventualità che la Yamaha, che gli ha dato l'opportunità di esordire nella classe regina nel 2019 e che desidera trattenerlo, cerca ovviamente di scongiurare.
La difficile convivenza tra presente e futuro
La situazione crea una dicotomia difficile da gestire per il pilota, diviso tra la necessità di ottenere risultati immediati con un mezzo non ottimale e la pazienza richiesta dall'attesa di un progetto, quello della V4, i cui frutti non potranno essere colti prima di due anni. Le sue prestazioni in pista, come quelle viste a Portimao, risentono inevitabilmente di questo stato di things, rendendo complesso per lui commentare le sessioni senza evidenziare il divario tecnico. La Yamaha, dal canto suo, si trova a dover bilanciare lo sviluppo a lungo termine con la necessità di fornire ai suoi piloti, di cui Quartararo è il faro, una moto in grado di lottare per posizioni di rilievo già nel presente, un equilibrio delicato che sta mettendo a dura prova un rapporto di collaborazione fino a poco tempo fa considerato solido.




