L’Inps adotta i nuovi codici Ateco 2025: cosa cambia per datori di lavoro e professionisti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dal primo aprile 2025, l’Istat ha introdotto la nuova classificazione Ateco, che sostituisce quella del 2007, imponendo a datori di lavoro, committenti, lavoratori autonomi e professionisti senza cassa di adeguarsi alle modifiche. L’Inps, con la circolare n. 71 del 31 marzo, ha recepito il cambiamento, aggiornando la procedura di iscrizione e variazione azienda per consentire l’assegnazione dei nuovi codici. Chi avvia un’attività dopo il 31 marzo dovrà indicare obbligatoriamente il codice Ateco 2025, mentre per quelli già registrati sarà l’istituto a procedere automaticamente alla migrazione dai vecchi codici.

Tra le novità più significative, c’è la revisione della categoria che riguardava gli studi commerciali e tributari: l’ex Ateco 69.20.1, relativo alle attività di commercialisti, è stato ridefinito come 69.20.01. Una modifica che, seppur apparentemente minima, potrebbe avere implicazioni nella classificazione contributiva e fiscale. I nuovi codici, infatti, non avranno solo valore statistico, ma influenzeranno anche adempimenti amministrativi e tributari, rendendo cruciale la correttezza della dichiarazione.

L’Inps ha sottolineato l’importanza di verificare la coerenza tra il codice indicato e l’attività effettivamente svolta, poiché l’inquadramento automatizzato generato durante l’iscrizione determinerà l’attribuzione del codice statistico contributivo (CSC). Questo, a sua volta, inciderà sulla collocazione dell’azienda in uno dei settori previsti dall’articolo 49 della legge di riferimento. Errori o discrepanze potrebbero quindi tradursi in complicazioni successive, soprattutto in sede di controlli.

Per le aziende già operative, il passaggio ai nuovi codici avverrà in automatico, ma resta fondamentale monitorare che la riclassificazione rispecchi correttamente la natura dell’attività. Nel caso in cui emergessero incongruenze, sarà possibile richiedere una rettifica, evitando così possibili contestazioni. Intanto, l’Inps ha già predisposto le istruzioni operative per guidare gli interessati nell’applicazione delle nuove regole, puntando a una transizione il più possibile lineare.

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