Blitz all'aeroporto di Pisa, volanti bloccate per un'ora dopo l'irruzione in pista
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Redazione Interno
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Un corteo di circa trecento persone, che dalla mattina del 3 ottobre aveva attraversato la città di Pisa aderendo allo sciopero generale nazionale in sostegno alla Palestina e alla Global Sumud Flotilla, ha fatto irruzione nelle piste dell'aeroporto "Galilei", bloccando di fatto tutte le operazioni di volo per circa sessanta minuti. L'azione, che segue l'occupazione dell'autostrada A12 raggiunta invadendo il casello di Pisa Centro, rappresenta l'episodio più eclatante di una giornata di mobilitazione che ha coinvolto l'intera regione, paralizzando non solo il traffico su gomma ma anche quello ferroviario e marittimo.
Scontri e tensione con le forze dell'ordine
La tensione, già palpabile durante la marcia in autostrada, è degenerata in prossimità dello scalo aeroportuale, dove si sono verificati tafferugli e scontri con le forze dell'ordine impegnate a presidiare l'area. Negli scontri, alcuni dei quali di notevole violenza, hanno riportato ferite diversi agenti di polizia, i quali, nonostante la situazione di confusione generale, sono riusciti infine a ristabilire l'ordine e a consentire la ripresa delle operazioni dopo che i manifestanti, i quali si erano spinti fin tra gli aerei in sosta, sono stati allontanati.
Una protesta nazionale con obiettivi simbolici
La giornata di protesta, proclamata da Cgil e da sindacati di base in seguito agli attacchi subiti dalle navi della Flotilla, ha visto una partecipazione massiccia in tutta la Toscana, con cortei che hanno raggiunto, secondo le stime dei promotori, numeri molto elevati. L'obiettivo dichiarato delle mobilitazioni, che si sono estese ben oltre i tradizionali percorsi urbani, era quello di bloccare simbolicamente i principali snodi della mobilità, colpendo non solo le strade ma anche i binari nelle stazioni e, appunto, gli scali aeroportuali.
Questioni di sicurezza e l'impatto sul sistema-Paese
L'irruzione dentro un'infrastruttura critica e ad alta sicurezza come un aeroporto solleva, al di là delle motivazioni della protesta, questioni ineludibili in merito alla gestione dell'ordine pubblico e alla protezione di siti strategici. L'episodio di Pisa, per la sua natura e per il luogo in cui si è consumato, segna un salto di qualità nelle modalità di protesta, spostando il confronto dai consueti spazi urbani a luoghi dove l'impatto sul sistema-Paese risulta immediato e particolarmente dirompente.




