Romeo e Fontana contro Vannacci: la Lega teme per la sua identità
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Redazione Interno
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Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega Lombarda, è intervenuto a gamba tesa sulla querelle interna scatenata dall’ascesa di Roberto Vannacci, sostenendo senza mezzi termini la posizione del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Quest’ultimo, infatti, aveva precedentemente lanciato un monito pubblico contro i rischi di una deriva estremista, conosciuta ormai come «vannaccizzazione», che minaccerebbe di erodere i valori fondativi del partito. «Fontana non ha tutti i torti», ha dichiarato Romeo, il quale, pur ammettendo di rispettare le idee di chi è approdato di recente al movimento, ha preteso che questi ultimi rispettino a loro volta «i nostri valori e la nostra storia».
Il cosiddetto “fattore Vannacci” continua, dunque, a creare fratture profonde all’interno del Carroccio, generando tensioni sempre più palpabili con le dirigenze storiche in regioni cruciali come Lombardia, Veneto e Toscana. L’europarlamentare e vicesegretario, forte di un consenso personale che gli ha fruttato circa mezzo milione di preferenze, sta spingendo con determinazione per imporre la sua visione politica, un’operazione che molti percepisco come un tentativo di spostare il partito su posizioni estremiste. La principale accusa mossa all’ex generale – ora in pensione – è quella di un eccessivo protagonismo e di iniziative che spesso travalicano la linea ufficiale decisa dal partito, creando imbarazzo e disagio in ampi settori della vecchia guardia.
Proprio Fontana, del resto, si era espresso in maniera netta, temendo che un eccessivo allineamento sulle posizioni del generale potrebbe portare a conseguenze elettorali disastrose. «Noi dobbiamo stringerci attorno a quelli che sono i nostri veri valori», aveva dichiarato il governatore, aggiungendo che, altrimenti, si rischierebbe di perdere «i milioni di voti dei leghisti» pur di accaparrarsi i consimi portati da Vannacci. Un monito che sembra essere stato raccolto e fatto proprio da Romeo, il quale ribadisce la necessità di preservare l’identità del movimento.




