Halo: Campaign Evolved, il finale segreto suggerisce un remake di Halo 2

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il ritorno del leggendario Master Chief su PlayStation e sulle moderne console Xbox non è stato soltanto un tuffo nel passato, ma potrebbe aver aperto una finestra sul futuro del franchise. Halo: Campaign Evolved, il remake del capolavoro del 2001, è nelle mani dei giocatori che hanno acquistato le edizioni Premium e, come spesso accade con i titoli più attesi, la comunità ha già setacciato ogni angolo del gioco alla ricerca di segreti. E li ha trovati, eccome.

A completare la campagna alla leggendaria difficoltà Leggendaria, infatti, si sblocca una scena finale inedita che sembra confermare i piani di Halo Studios per un remake di Halo 2. L'indizio, se così si può definire, è talmente esplicito da infrangere la quarta parete: il sergente Johnson, dopo essersi goduto un momento di relax sulla spiaggia immortalata nella celebre missione The Silent Cartographer e aver assistito all'esplosione dell'anello, si gira verso la telecamera e, con un sorriso, pronuncia la frase: «See you in the sequel».

Un messaggio che non lascia spazio a fraintendimenti, considerando che il franchise è pronto a proseguire con il secondo capitolo della saga originale.

La conferma di un piano più ampio

Questa sequenza, che si aggiunge alla scena post-credits in cui si vede 343 Guilty Spark dirigersi verso un pianeta, è stata accolta come una conferma dalle voci che da mesi circolavano nel settore. Secondo indiscrezioni riportate da fonti vicine allo sviluppo, Halo Studios avrebbe in cantiere i remake dell'intera trilogia originale, e Halo: Campaign Evolved rappresenterebbe il primo passo di questo ambizioso progetto.

Non si tratta di una semplice operazione nostalgia, ma di un vero e proprio rebranding del franchise, che dopo le difficoltà incontrate con Halo Infinite sembra aver trovato una nuova strada. Del resto, questa non sarebbe la prima volta che i primi due Halo vengono rivisitati: la Master Chief Collection aveva già proposto delle versioni Anniversary, ma i remake in Unreal Engine 5 promettono di andare molto oltre un semplice restyling grafico.

L'integrazione di meccaniche moderne, come lo sprint e il furto di veicoli, e l'aggiunta di nuove armi prese in prestito dai capitoli successivi, suggeriscono un approccio più profondo e radicale rispetto ai precedenti lavori.

Tra easter egg e citazioni: il ritorno di Craig

Ma i segreti di Halo: Campaign Evolved non si esauriscono con il finale. I giocatori più attenti hanno scovato anche un curioso omaggio a uno dei meme più celebri della storia recente del brand, il brute Craig. Divenuto virale durante la prima presentazione di Halo Infinite per la sua espressione imbronciata e il suo aspetto poco minaccioso, Craig è stato già accolto in modo scherzoso dagli sviluppatori nel gioco del 2021. Ora, pare che il personaggio sia stato "canonizzato" anche in questo remake.

All'interno di una delle nuove missioni prequel, il giocatore può imbattersi in una stanza segreta dove alcuni brute sono rinchiusi in capsule piene di liquido, probabilmente soggetti a esperimenti. Uno di questi presenta una somiglianza sorprendente con il famoso meme, pelato e con la stessa espressione corrucciata. Sebbene si tratti di un semplice easter egg, la sua presenza è un ulteriore indizio di come Halo Studios stia cercando di tessere un filo rosso che colleghi l'intera saga, mescolando la nostalgia del passato con la cultura pop contemporanea.

Un remake tra fedeltà e modernità

Halo: Campaign Evolved si presenta quindi come un'opera che guarda in due direzioni. Da un lato, celebra il gameplay e la struttura senza tempo dell'originale, aggiornandolo con un motore grafico potentissimo e nuove opzioni di gioco che ne aumentano la rigiocabilità; dall'altro, getta le basi per un futuro che sembra già scritto. Le aggiunte come la possibilità di giocare l'intera campagna in quattro giocatori in cooperativa e l'introduzione di nuovi livelli inediti rendono il prodotto appetibile sia per i veterani che per i nuovi arrivati.

Tuttavia, è l'assenza di un comparto multiplayer a far storcere il naso a molti, segno che l'operazione è pensata per un pubblico che cerca l'esperienza narrativa pura, in attesa di scoprire il destino di Master Chief e del suo universo. La frase del sergente Johnson, «Ci vediamo nel sequel», non è quindi un arrivederci, ma una promessa che sembra destinata a mantenere alta l'attenzione dei fan nei prossimi anni.

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