L'Inter di Lautaro torna in vetta, l'Atalanta affonda nel suo tabù

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La corsa al Titolo, che si gioca su binari strettissimi, ha conosciuto una nuova, decisiva sterzata nella serata di domenica allo stadio di Bergamo, dove l'Inter ha piegato l'Atalanta per 1-0 riportandosi in solitaria alla guida della classifica. A decidere una partita attesa e temuta, come spesso accade, è stato il capitano nerazzurro, Lautaro Martinez, il cui gol ha interrotto una fase di sostanziale equilibrio e ha consegnato ai suoi tre punti dal peso specifico eccezionale. Dall'altra parte, invece, si è consumato ancora una volta un rito amaro per i bergamaschi, ormai incapaci di battere l'Inter da ben sedici incontri: un digiuno che ha radici lontane, precisamente in un lontano novembre del 2018, e che nemmeno questa volta, nonostante le ambizioni e un certa solidità di impianto, è stato spezzato.

La partita e il gol che ha cambiato tutto

La sfida, che si inserisce nel quadro di un finale di anno denso di impegni per tutte le pretendenti alla vetta, è stata un confronto tattico e fisico, nel quale le occasioni da rete nette sono state poche e preziose. L'Inter, che nei giorni scorsi aveva perso il primato, ha mostrato la sua maturità, gestendo i momenti difficili e capitalizzando uno dei pochi svarioni difensivi avversari. L'azione decisiva, nata da una ripartenza, ha visto Lautaro farsi trovare pronto al momento giusto, fulminando il portiere dell'Atalanta con un preciso stacco di testa su cross proveniente dalla fascia destra. Un episodio, quello, che ha frantumato la tenacia della squadra di casa, la quale, pur avendo mostrato buone cose in fase di non possesso – contenendo con ordine le incursioni dei nerazzurri – non è riuscita a essere altrettanto efficace quando era in grado di imporre il proprio gioco.

Le parole amare di Palladino

A confermare la percezione di un'occasione mancata sono state le parole dell'allenatore dell'Atalanta, Raffaele Palladino, il quale, nel commentare la sconfitta, non ha nascosto un profondo rammarico. "Il rimpianto più grande", ha dichiarato il tecnico, "è aver subito quella rete proprio nel momento in cui eravamo riusciti a riequilibrare le sorti del match". Palladino ha riconosciuto i meriti della sua squadra nella cosiddetta fase difensiva, ma ha anche ammesso che si poteva fare di più nella gestione della palla e nella costruzione del gioco, elementi che avrebbero potuto portare a un esito diverso. Tra gli episodi citati, uno in particolare ha lasciato l'amaro in bocca ai sostenitori bergamaschi: l'incredibile occasione sprecata dal centrocampista Samardzic, il quale, a pochi passi dalla porta, non è riuscito a finalizzare un'azione pericolosa, mantenendo in vita l'Inter. "Partite come queste, però", ha aggiunto l'allenatore cercando di trarre uno spunto costruttivo, "servono alla crescita del gruppo, che ha dimostrato di poter lottare alla pari con una delle grandi favorite per lo scudetto".

Il quadro generale della classifica

Questo risultato, mentre da una parte rilancia con forza l'Inter nella caccia al titolo, dall'altra complica non poco il percorso dell'Atalanta, che vede ora allungarsi una distanza considerevole dalla vetta. La giornata, del resto, era iniziata con altre partite di grande spessore, come il pareggio tra Milan e Verona e la netta affermazione del Napoli sul campo della Cremonese, risultati che avevano temporaneamente rimescolato le posizioni di vertice. La vittoria nerazzurra, però, ha riportato l'ordine che i tifosi interisti si aspettavano, regalando al club milanese la possibilità di chiudere l'anno al comando della classifica. Un primato, questo, che dovrà essere difeso già nella prossima tornata, quando le gare si faranno nuovamente intense e decisive per il destino del campionato, in un calendario che non concede tregua a nessuna delle contendenti.

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