Vincenzo De Luca condannato per le smart card anti-Covid

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire lo Stato per un importo di 609mila euro. La sentenza riguarda la produzione delle smart card regionali, concepite per tracciare le operazioni di vaccinazione sul territorio durante l'emergenza Covid-19. Secondo i giudici, De Luca ha agito al di fuori delle sue competenze, ignorando lo stop imposto dal governo e l'intervento del garante della Privacy.

Le smart card, ritenute un inutile duplicato del green pass nazionale, sono state considerate una spesa superflua. La Corte dei Conti ha giudicato la condotta di De Luca come dolosa, sottolineando che la produzione delle tessere è avvenuta nonostante i ripetuti avvertimenti. Il governatore, tuttavia, ha difeso con orgoglio le sue decisioni, affermando che la Campania ha registrato il numero più basso di decessi per Covid-19 in relazione alla popolazione.

La vicenda delle smart card regionali, che avrebbe dovuto rappresentare un sistema innovativo per la gestione della pandemia, si è trasformata in un caso giudiziario complesso. De Luca, nel suo ruolo di soggetto attuatore, ha portato avanti la produzione delle tessere nonostante le critiche e le obiezioni sollevate. La Corte dei Conti ha ritenuto che tali azioni abbiano causato un danno contabile significativo, imponendo al governatore il risarcimento.

La reazione di De Luca alla sentenza è stata ferma: ha rivendicato la correttezza delle sue scelte, sottolineando l'efficacia delle misure adottate per contenere il virus. Il governatore ha annunciato l'intenzione di impugnare la decisione, aprendo così la strada a ulteriori sviluppi legali.

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