Roma, fiamme e fumo nero sul Raccordo Anulare: la domenica di passione degli automobilisti tra incendi e code

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una domenica di fuoco, quella appena trascorsa a Roma, con il quadrante sud della Capitale letteralmente stretto nella morsa di diversi roghi che hanno trasformato il primo pomeriggio in un vero e proprio incubo per la viabilità. Le fiamme, alimentate dal caldo estivo e da un vento che soffiava sostenuto già dalle prime ore del mattino, hanno avvolto vaste aree di sterpaglie e terreni incolti, generando colonne di fumo nero così fitte da oscurare il cielo e ridurre drasticamente la visibilità lungo alcune delle arterie più trafficate della città.

La situazione, come si può facilmente immaginare, è rapidamente degenerata, con il traffico in tilt e gli automobilisti costretti a manovre azzardate per mettersi in salvo da un pericolo che avanzava minaccioso a ridosso delle carreggiate.

Il rogo tra Laurentina e Tor Pagnotta, fiamme a due passi dal Gra

Il fronte più imponente e preoccupante si è sviluppato intorno alle 13.15, quando un vasto incendio è divampato nell'area compresa tra via Laurentina, Tor Pagnotta e la zona della Pontina, lambendo pericolosamente lo svincolo numero 25 del Raccordo Anulare. Le fiamme, che hanno rapidamente avvolto una distesa di campi e vegetazione secca, si sono spinte fino a ridosso delle barriere di contenimento dell'arteria stradale, costringendo gli agenti della polizia locale e i vigili del fuoco a intervenire con tempestività per evitare che il fuoco raggiungesse direttamente l'asfalto.

La grande colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, ha invaso le corsie del Gra, dove la visibilità in alcuni tratti è diventata quasi nulla. Per gli automobilisti che si trovavano a percorrere quel tratto, il panico è stato inevitabile: molti hanno raccontato di essersi dovuti fermare bruscamente in mezzo alla carreggiata, impossibilitati a proseguire a causa della coltre di fumo che rendeva impossibile distinguere le vetture che li precedeva o le uscite per allontanarsi dal pericolo.

Alcuni, nel tentativo di sfuggire alle fiamme che avevano già aggredito la vegetazione ai lati della strada, hanno compiuto manovre contromano per uscire dalla morsa del traffico bloccato, un gesto disperato che però ha ulteriormente aggravato la situazione già caotica.

Il secondo fronte sull'A24 e gli incendi nei Colli Albani

Ma la criticità non si è limitata al solo quadrante sud della capitale. Un secondo rogo di vaste proporzioni ha interessato il tratto urbano dell'autostrada A24, la Roma-L'Aquila, dove le fiamme si sono sviluppate a ridosso della bretella, alimentando la preoccupazione dei gestori dell'infrastruttura e dei soccorsi. Anche in questo caso, la combustione di sterpaglie e rovi ha prodotto un fumo denso e acre che ha costretto i vigili del fuoco a un intervento prolungato per domare il fronte e scongiurare che si propagasse verso le abitazioni vicine o le strutture ricettive presenti nella zona.

Più a sud, la giornata di fuoco ha interessato anche i Colli Albani, un'area storicamente esposta a questo tipo di emergenze durante la stagione estiva. Qui le fiamme, alimentate dal vento, hanno percorso diverse ettari di macchia mediterranea, richiedendo l'intervento di diverse squadre a terra e il supporto aereo dei canadair, che hanno effettuato ripetuti lanci di acqua e ritardante per contenere l'espansione del fronte.

Il traffico in tilt e le ripercussioni sulla viabilità

Le conseguenze di questi roghi sulla viabilità della Capitale sono state, come prevedibile, devastanti. Il Raccordo Anulare, già di per sé un'arteria congestionata nelle ore di punta, è andato in tilt in prossimità degli svincoli interessati dalle fiamme, con code che si sono formate a macchia d'olio e hanno finito per bloccare anche le strade alternative.

Il restringimento della carreggiata e la riduzione forzata della velocità per permettere ai mezzi di soccorso di raggiungere i punti caldi hanno creato un effetto a catena, con ripercussioni che si sono estese anche alle vie urbane limitrofe, come via Laurentina e la Pontina, già notoriamente trafficate.

L'Anas e le altre società di gestione stradale hanno diramato bollettini sulla viabilità per avvertire gli automobilisti di evitare la zona, ma per molte persone, ormai già intrappolate nel traffico, non c'è stato altro da fare che attendere ore intere che la situazione si sbloccasse e che le fiamme venissero messe in sicurezza.

L'intervento dei soccorsi e la messa in sicurezza delle aree

Sul posto sono intervenute tempestivamente diverse squadre dei vigili del fuoco, provenienti da vari comandi della provincia, coadiuvate da mezzi blindati e da personale della protezione civile. Le operazioni di spegnimento sono state complesse e hanno richiesto un enorme dispiegamento di forze, a causa della vastità dei fronti di fuoco e della conformazione del terreno, in alcuni casi impervio e difficilmente raggiungibile dai mezzi pesanti.

Per fronteggiare le fiamme che si erano spinte pericolosamente vicino alle barriere del Raccordo, è stato necessario allestire postazioni di pompaggio e scavare delle fasce tagliafuoco per impedire che l'incendio si propagasse ulteriormente verso le aree edificate. Per diverse ore, i pompieri hanno lavorato senza sosta, riuscendo infine a domare la parte più aggressiva dei roghi e a mettere in sicurezza le zone più critiche.

Sul finire del pomeriggio, anche se le operazioni di bonifica non erano ancora completamente ultimate, la situazione è gradualmente tornata sotto controllo, consentendo di riaprire le carreggiate e di smaltire le code accumulate durante le ore più calde della giornata.

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