Omicidio a Udine: fermato il 32enne accusato della morte del cognato
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Redazione Interno
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Il 32enne accusato dell’omicidio a Udine di Abdellatif Bensefiyan è stato fermato alla stazione ferroviaria di Basiliano, dopo le ricerche avviate in tutto il Nordest. L’uomo, cittadino marocchino formalmente residente a Rive d’Arcano e da alcuni mesi presente nella zona di Codroipo e dintorni, è ritenuto responsabile dell’agguato avvenuto la sera di venerdì 4 settembre in via Castions di Strada. Secondo gli investigatori, la vittima sarebbe stata colpita con un cacciavite vicino alla propria abitazione. Il sospettato non avrebbe opposto resistenza durante l’intervento dei militari dell’Arma.
Le forze dell’ordine hanno concentrato le attività investigative sull’uomo di 32 anni dopo la morte di Abdellatif Bensefiyan, indicato nelle ricostruzioni come il fratello dell’ex fidanzata del presunto autore del delitto. La ricerca si era estesa soprattutto nell’area di Codroipo e nei comuni vicini, dove il sospettato si sarebbe trovato negli ultimi mesi. La casa collegata alla sua residenza formale a Rive d’Arcano è stata sorvegliata e gli investigatori hanno ascoltato i suoi congiunti per raccogliere elementi utili alle indagini sull’agguato avvenuto a Udine.
Le ricerche dopo l’agguato e i controlli nel Nordest
Dopo l’omicidio di Udine, i controlli sono stati rafforzati nei principali punti di collegamento del territorio, con particolare attenzione a porti, aeroporti e stazioni ferroviarie. Gli investigatori hanno seguito le possibili direttrici di spostamento del 32enne, mantenendo alta l’attenzione soprattutto negli snodi utilizzati per gli spostamenti nel Nordest. La fase di ricerca si è conclusa nel primo pomeriggio di sabato 5 settembre con il fermo alla stazione di Basiliano, dove l’uomo è stato individuato e bloccato dai militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Udine.
Il presunto responsabile dell’omicidio è stato poi condotto in caserma dopo essere stato neutralizzato senza che si verificassero reazioni o opposizioni durante l’operazione. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’agguato e chiarire gli elementi raccolti dagli investigatori nelle ore successive alla morte di Abdellatif Bensefiyan. Al centro degli accertamenti resta il rapporto tra il 32enne e la sorella della vittima, oltre alle circostanze che avrebbero portato all’aggressione avvenuta nei pressi dell’abitazione dell’uomo ucciso.
Il fermo alla stazione di Basiliano e gli sviluppi dell’indagine
Il fermo del 32enne alla stazione di Basiliano rappresenta il passaggio successivo alla fase di ricerca iniziata dopo l’omicidio avvenuto a Udine. L’uomo, descritto come incensurato, era stato individuato dagli investigatori come il principale sospettato e le verifiche si erano concentrate sui suoi spostamenti tra Rive d’Arcano, Codroipo e le aree circostanti. La cattura è avvenuta mentre erano ancora in corso i controlli predisposti dalle forze dell’ordine nei luoghi considerati strategici per intercettare eventuali tentativi di allontanamento.
Secondo quanto ricostruito nelle informazioni diffuse dopo il fermo, l’agguato sarebbe avvenuto la sera di venerdì 4 settembre non lontano dall’abitazione della vittima e l’arma utilizzata potrebbe essere stata un cacciavite. Abdellatif Bensefiyan, di 61 anni secondo le prime informazioni diffuse, è morto dopo l’aggressione che ha dato origine alle ricerche del 32enne. Gli investigatori stanno ora lavorando sugli elementi raccolti per definire il quadro dell’accaduto e approfondire ogni aspetto legato alla vicenda.
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