«La storia di Reze»: il film di Chainsaw Man arriva in streaming su Crunchyroll nella primavera del 2026 con il doppiaggio italiano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La finestra temporale, stretta fra un’indiscrezione e l’ufficialità, si è infine aperta: Chainsaw Man – Il Film: La storia di Reze, il lungometraggio prodotto dallo studio d’animazione Mappa e già passato con successo nelle sale cinematografiche lo scorso autunno, sarà disponibile sulla piattaforma Crunchyroll a partire dalla primavera del 2026. Lo ha comunicato la stessa piattaforma, senza peraltro sciogliere la riserva su una data specifica – che potrebbe dunque collocarsi in un arco di tempo compreso fra aprile e giugno – né sull’elenco definitivo delle tracce audio e sottotitoli che accompagneranno il lancio globale -1-5-10. Eppure, nonostante l’assenza di un giorno calendarizzato, la notizia ha già ridefinito il perimetro dell’attesa: chi aveva mancato la visione sul grande schermo – o chi semplicemente preferisce la fruizione domestica – potrà finalmente accedere al capitolo forse più abrasivo, emotivamente parlando, dell’intera saga di Denji.
Diretto da Tatsuya Yoshihara, lo stesso che aveva firmato alcuni degli episodi più memorabili della prima stagione animata, e scritto da Hiroshi Seko – già sceneggiatore della serie – il film non si limita a cucire addosso a Reze l’etichetta di antagonista o di interesse amoroso -3-6. La costruzione del racconto, qui, procede per sottrazione: la guerra fra diavoli e cacciatori, pur rimanendo lo sfondo diegetico imprescindibile, cede progressivamente il passo a un conflitto interiore che Denji non sa nemmeno di dover combattere. L’incontro con la ragazza dal grembiule della caffetteria, dolce e sfuggente, capace di parlare di normalità senza alcuna traccia di ironia, genera nel protagonista una crepa che nessuna motosega potrà mai saldare. Mappa, del resto, ha impostato la regia su un equilibrio instabile: lunghi silenzi, inquadrature che si soffermano sugli sguardi, una violenza che esplode solo quando lo spettatore si è quasi dimenticato di aspettarla -1.
Sul versante della resa vocale italiana, l’operazione assume un rilievo ulteriore. Crunchyroll ha confermato che il film sarà disponibile anche con il doppiaggio nel nostro paese, e ciò restituisce all’adattamento una densità interpretativa non scontata. Mosè Singh presta voce a Denji con un’irruenza che non cancella, anzi esalta, la fragilità del personaggio; Katia Sorrentino, nel ruolo di Reze, incarna quella doppiezza magnetica che rende il personaggio così ambiguamente credibile -1. Accanto a loro, Chiara Leoncini riprende i panni di Makima con il consueto, glaciale distacco, mentre Martina Felli imprime a Power quell’energia scomposta e vitale che spezza la tensione senza mai banalizzarla. E ancora, Alessandro Fattori per Aki Hayakawa – rigidità e dolore compressi – ed Elisa Giorgio, che riesce a rendere Pochita tenero con pochissime battute. Non si tratta, come talvolta accade, di una mera sovraincisione tecnica: il doppiaggio diventa qui filtro interpretativo, una lente che rende il film emotivamente accessibile senza smussarne gli spigoli -1.
L’opera, va detto, ha già alle spalle un percorso commerciale di tutto rispetto. Uscito in Giappone lo scorso settembre, La storia di Reze ha scalato rapidamente le classifiche, mantenendo il primo posto al botteghino per oltre un mese e totalizzando una raccolta globale oscillante, a seconda delle fonti, fra i 162 e i 175 milioni di dollari -2-4-7. Dati, questi, che fotografano un fenomeno di portata internazionale: il film è stato distribuito in oltre ottanta paesi, con proiezioni anche in formato IMAX e 3D, e ha incassato in Giappone l’equivalente di oltre mille miliardi di lire – o, per usare la valuta corrente, poco più di dieci miliardi di yen -10. Ma il successo non è stato soltanto economico: sulla piattaforma aggregatrice Letterboxd, il lungometraggio si è piazzato come pellicola con la più alta valutazione media da parte degli utenti per l’intero anno solare 2025 -2.
Si tratta, ed è bene rimarcarlo, del primo film in assoluto dedicato alla continuity dell’anime di Chainsaw Man. Non uno spin-off, non una rilettura parallela, bensì il sequel diretto della prima stagione: l’adattamento fedele – e insieme personalissimo – dell’arco narrativo noto ai lettori del manga come «Bomb Girl Arc», quello in cui Fujimoto infrange per la prima volta la superficie shonen della serie per rivelarne il nucleo lirico e autodistruttivo -6-9. Mappa, d’altronde, ha già messo in cantiere la seconda stagione dell’anime, che riprenderà esattamente dal punto in cui il film si chiude, affrontando l’arco degli assassini internazionali; ma per ora, di quella produzione, non si conoscono né date né dettagli distributivi -4-7. Esiste dunque, fra l’approdo in streaming e il futuro seriale, una zona di sospensione che il pubblico abiterà con la visione – o la revisione – di questo film.




