Il Verona ritrova tre pedine per la sfida salvezza contro il Napoli, Conte si affida alla continuità

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nell’economia di una gara che per i padroni di casa vale una stagione intera, la riabilitazione di alcuni elementi rappresenta una boccata d’ossigeno non indifferente. In vista del match delle 18 al Bentegodi, valido per la ventisettesima giornata di Serie A, l’Hellas Verona può tirare un sospiro di sollievo per i rientri di tre giocatori, reduci rispettivamente da squalifica e da noie fisiche che ne avevano limitato l’impiego nelle ultime uscite. Jean-Daniel Akpa Akpro, dopo aver scontato il turno di stop, torna dunque a disposizione di Paolo Zanetti, e con lui ritrovano la convocazione anche Roberto Gagliardini e Nicolas Valentini, fermati nelle scorse settimane da guai muscolari che ne avevano bloccato il percorso. Dei due centrocampisti, si prospetta un loro impiego dal primo minuto, considerata l’urgenza di dare sostanza alla mediana scaligera; per il difensore argentino, invece, occorrerà valutare con cautela i tempi di un suo eventuale inserimento nella retroguardia, anche se la sua presenza tra i convocati allarga comunque le opzioni a disposizione del tecnico.

Resta invece ancora avvolta nel dubbio la scelta relativa al reparto avanzato, dove l'unica certezza è rappresentata dalla maglia da titolare per il giovane Bowie, affiancato dalla presenza fissa di Orban che, com’è noto, sconta la seconda giornata di squalifica rimediata in seguito all’espulsione rimediata nella gara con il Parma. Una situazione, quella del settore offensivo, che impone al mister gialloblù delle valutazioni non semplici, dovendo sopperire a delle assenze pesanti e al contempo cercare di pungere una difesa, quella partenopea, che ha mostrato qualche incertezza di troppo nella trasferta di Bergamo.

Sull’altro fronte, Antonio Conte sembra intenzionato a non stravolgere l’assetto sceso in campo contro l’Atalanta, nonostante l’esito negativo di quella partita. La novità più rilevante, per gli azzurri, riguarda la porta, dove Alex Meret è dato in netto vantaggio su Vanja Milinkovic-Savic per un posto tra i pali. Davanti a lui, la linea a tre dovrebbe essere composta da Sam Beukema, Alessandro Buongiorno e Juan Jesus, con Lobotka e Eljas Elmas a comporre la cerniera di centrocampo: out infatti, per infortunio, rimangono Scott McTominay e André-Frank Zambo Anguissa. A destra, Matteo Politano è favorito su Bartosz Gutierrez, mentre a sinistra agirà Leonardo Spinazzola. Alle spalle dell’unica punta Rasmus Hojlund, ci sarà spazio per il fantasista Vergara e per Alisson Santos, chiamati a fornire qualità e imprevedibilità sulla trequarti.

Un bilancio storico che sorride agli ospiti

Sono quarantaquattro le volte in cui le due formazioni si sono incrociate in terra veneta in gare ufficiali, con un computo che parla chiaro in favore della compagine guidata da Antonio Conte. Diciannove le affermazioni del Napoli, quattordici quelle del Verona, a cui si aggiungono undici segni X, con l’ultimo pareggio al Bentegodi che risale ormai alla stagione 2003-2004 in Serie B, quando la partita terminò sul punteggio di 1. Un’era geologica fa, verrebbe da dire, considerando i cambiamenti intercorsi nel calcio italiano e nelle rose delle due squadre. L’ultima volta che i veneti hanno avuto la meglio tra le mura amiche risale invece alla scorsa annata, il 18 agosto del 2024, quando gli scaligeri si imposero con un perentorio 3-0 che fece rumore. Nella stagione immediatamente precedente, invece, il successo era andato ai campani con il risultato di 1-3, confermando un alternanza di risultati che rende il confronto sempre piuttosto incerto e mai scontato.

Le scelte per la corsa Champions e l’emergenza salvezza

Per i partenopei, reduci da un passo falso con l’Atalanta che ha complicato il cammino verso l’Europa che conta, questa trasferta rappresenta un’occasione immediata per riprendere la marcia e blindare una posizione in classifica che garantirebbe l’accesso alla prossima Champions League. La formazione, priva di Anguissa ancora una volta non convocato, non può più permettersi passi falsi, e la continuità nel modulo e negli interpreti voluta da Conte è il segnale di una fiducia nel gruppo che non viene scalfita da una singola sconfitta. La situazione in classifica del Verona, che occupa l’ultima posizione in solitaria con appena quindici punti raccolti in ventisei partite, è invece drammatica e non ammette ulteriori tentennamenti. I tre punti per gli uomini di Zanetti non sono solo un obiettivo, ma una necessità vitale per alimentare la fiammella della speranza salvezza, in una rincorsa che si preannuncia lunga e complessa. Il Bentegodi, in questo senso, dovrà trasformarsi da spettatore silenzioso a protagonista, spingendo la squadra in un confronto dal quale potrebbe dipendere gran parte del prosieguo della stagione veneta.

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