Messico, terremoto di magnitudo 7.4 al largo del Chiapas: revocata l'allerta tsunami
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Redazione Esteri
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Un forte terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso nel pomeriggio di venerdì 17 luglio la costa pacifica del Messico meridionale, in particolare al largo dello stato del Chiapas, generando preoccupazione e l'immediata attivazione dei protocolli di sicurezza per il rischio di possibili onde anomale.
La scossa, registrata dall'United States Geological Survey (Usgs) con epicentro localizzato a circa 10 chilometri di profondità nelle vicinanze di Puerto Madero, una località portuale situata a una trentina di chilometri dal confine con il Guatemala, è stata avvertita distintamente non solo nelle aree limitrofe ma anche in altre regioni del paese, come Oaxaca e la stessa Città del Messico.
La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha immediatamente rassicurato la popolazione, dichiarando che i primi contatti con i governatori degli stati potenzialmente coinvolti non avevano riportato danni di rilievo, sebbene le operazioni di monitoraggio e i sopralluoghi sul territorio fossero ancora in corso per valutare con precisione la situazione.
L'allarme tsunami e le misure di sicurezza
A seguito della scossa tellurica, le autorità statunitensi hanno prontamente emesso un'allerta tsunami per le coste del Messico e del Guatemala, invitando la popolazione residente nelle zone costiere a spostarsi verso aree più elevate e a mantenere la massima cautela per le ore successive all'evento. La protezione civile messicana, in coordinamento con il ministero della Marina, ha attivato tutti i protocolli di emergenza previsti, raccomandando di non avvicinarsi alle spiagge per un arco temporale di almeno sei ore.
Queste misure precauzionali, sebbene abbiano creato un clima di apprensione, sono state attuate in via preventiva, considerando la particolare natura del sisma, avvenuto a una profondità relativamente bassa che in passato ha spesso amplificato gli effetti di fenomeni sismici simili.
La revoca dell'allerta e le prime valutazioni
Nel corso della serata, le autorità messicane hanno comunicato la revoca dell'allerta tsunami per la costa pacifica del paese, precisando che le analisi delle osservazioni sul livello del mare non avevano evidenziato variazioni significative tali da giustificare la permanenza dello stato di allarme.
La decisione, presa dal ministero della Marina, ha contribuito a ridimensionare la tensione, anche se le operazioni di controllo e le valutazioni sui possibili danni strutturali sono proseguiti, con le autorità che hanno ribadito l'importanza di seguire le indicazioni della protezione civile e di rimanere vigili.
Nonostante l'intensità del fenomeno, le prime comunicazioni ufficiali da parte della presidente Sheinbaum e dei governatori degli stati coinvolti, come il Chiapas e il Tabasco, hanno escluso la presenza di vittime o di danni di grave entità, limitandosi a segnalare un forte impatto percepito dalla popolazione e alcune evacuazioni preventive ordinate in via precauzionale.
Il contesto sismico e le reazioni
Il terremoto di magnitudo 7.4 ha riportato l'attenzione sulla significativa attività sismica che caratterizza la regione del Chiapas, situata in una zona di elevata complessità tettonica dove la placca di Cocos si immerge al di sotto di quella nordamericana e caraibica. Le scosse di assestamento, alcune delle quali di forte intensità, sono state registrate nelle ore successive all'evento principale, mantenendo alta la cautela tra la popolazione.
La presidente Sheinbaum, nel suo intervento, ha sottolineato che i protocolli di emergenza erano stati attivati anche negli stati confinanti, a testimonianza di un approccio coordinato e prudente di fronte a un evento sismico di questa portata. La tempestività delle comunicazioni ufficiali e l'efficacia delle misure preventive hanno contribuito a gestire l'emergenza senza che si registrassero conseguenze gravi, confermando l'importanza della preparazione e della risposta rapida in territori ad alto rischio sismico.




