Migrante muore a Ceuta precipitando in mare con un parapendio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un giovane migrante di origini subsahariane ha perso la vita nella mattinata di venerdì 7 agosto mentre tentava di raggiungere l'exclave spagnola di Ceuta con un parapendio, precipitando in mare dopo essere decollato dalle montagne del Marocco. Il corpo senza vita è stato recuperato dalla Guardia Civil nelle acque della baia settentrionale, nei pressi della barriada di Benzú, dopo che gli agenti avevano avvistato il volo intorno alle ore 8:00.

Il tentativo di attraversamento via aerea e la dinamica dell'incidente

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane era decollato dall'area di Benzù, una zona collinare situata sul lato marocchino di fronte alla baia settentrionale di Ceuta, con l'evidente intenzione di sorvolare il confine e atterrare in territorio spagnolo. Il progetto, tuttavia, si è risolto in tragedia quando, con ogni probabilità a causa di una perdita di controllo del mezzo non ancora del tutto chiarita, il migrante è precipitato in acqua prima di poter completare la delicata manovra di atterraggio.

I soccorsi, allertati tempestivamente dagli agenti della Guardia Civil, sono giunti sul posto con la speranza di trovare ancora in vita il ragazzo, ma il cadavere è stato recuperato ormai senza vita e successivamente trasferito presso le strutture del Servizio Marittimo della Benemérita.

Un metodo di ingresso isolato ma in crescita e il bilancio delle vittime a Ceuta

Le autorità spagnole hanno confermato che si tratta del primo caso documentato di decesso di un migrante nel corso di un tentativo di accesso irregolare all'exclave mediante un parapendio, un metodo che, per quanto sporadico, è stato osservato con una certa frequenza a partire dallo scorso anno. La Guardia Civil, che monitora questi tentativi isolati, ha più volte evidenziato come la scarsa esperienza nell'utilizzo di questi apparecchi abbia già causato in passato diversi incidenti, sebbene non mortali.

L'episodio di venerdì si inserisce, pur nella sua natura eccezionale, in un contesto di forte tensione migratoria che sta interessando la città autonoma: secondo l'Istituto di Medicina Legale di Ceuta, i migranti morti nel corso dei recenti tentativi di raggiungere la costa sono saliti a 77, con 79 autopsie già effettuate sui corpi recuperati.

Le indagini e il contesto della crisi migratoria

La salma del giovane migrante è stata trasferita all'Istituto di Medicina Legale di Ceuta, dove, come avvenuto per le altre vittime della crisi, i medici legali procederanno all'esame autoptico e al prelievo di campioni biologici per consentire l'identificazione, in collaborazione con la sezione di Criminalistica della Guardia Civil.

Mentre si attendono gli sviluppi delle indagini sulle cause precise dell'incidente, che resta al vaglio degli investigatori, la comunità locale e le istituzioni fanno i conti con una situazione che non accenna a placarsi e che ha già portato al ritrovamento di decine di corpi senza vita nelle acque che circondano la frontiera.

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