Barcellona-Real Madrid, la finale di Copa del Rey tra polemiche e minacce di forfait
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Redazione Sport
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Non era mai successo che un Clásico, persino in finale di Coppa del Re, rischiasse di non disputarsi per una questione che poco ha a che fare con il campo. Eppure, nelle ultime ore, il Real Madrid ha fatto intendere di poter rinunciare all’appuntamento di stasera a La Cartuja, lo stadio di Siviglia che ospiterà l’ennesimo capitolo di una rivalità senza tregua. La minaccia – poi rientrata con un secco comunicato in cui il club assicurava di «non aver mai preso in considerazione l’idea di ritirarsi» – ha aggiunto benzina su un fuoco già acceso da settimane, complicando una vigilia già carica di tensione.
Al centro della bufera, ancora una volta, il tema arbitrale. Ricardo de Burgos Bengoechea, designato per dirigere la partita, ha denunciato senza mezzi termini le pressioni subite da Real Madrid TV, l’emittente ufficiale del club. «I video che pubblicano ci mettono sotto una pressione inaccettabile, con ripercussioni gravi anche nella vita privata», ha detto l’arbitro, visibilmente scosso, durante una conferenza stampa insolita quanto drammatica. Le immagini a cui si riferisce sono quelle che analizzano, con toni spesso accusatori, ogni decisione sfavorevole ai merengues, creando un clima di sospetto sistematico verso i direttori di gara.
Quella che doveva essere una serata di puro football, insomma, si è trasformata in un braccio di ferro tra istituzioni. Da una parte il Real Madrid, che da mesi contesta la gestione arbitrale in Liga e Coppa, dall’altra la federazione spagnola, chiamata a garantire imparzialità in un contesto sempre più polarizzato. Anche perché, al di là delle polemiche, il peso sportivo della finale è innegabile: per il Barcellona di Hansi Flick, reduce da due vittorie nette (4-0 e 5-2) nei precedenti stagionali, sarebbe il colpo definitivo per riscattare un anno difficile; per Carlo Ancelotti, invece, una sconfitta segnerebbe un passo falso pesante nella sua seconda avventura madrilena.




