Trigoria, tra recuperi e speranze: El Shaarawy accelera, Dybala e Soulé restano ai box in vista della Juventus
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Redazione Sport
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Prosegue la marcia di avvicinamento della Roma alla sfida dell’Olimpico contro la Juventus, un appuntamento che, al di là delle tabelle di marcia, assume un peso specifico rilevante nella gestione del gruppo di Gian Piero Gasperini. La seduta odierna al centro sportivo Fulvio Bernardini, l’ennesima in una settimana infrasettimanale densa di lavoro tattico, ha fornito indicazioni contrastanti sullo stato di salute di una rosa che, a pochi giorni dal fischio d’inizio, presenta ancora numerosi punti interrogativi. L’attenzione, com’è naturale che sia, si è concentrata sulle condizioni di quei calciatori la cui presenza potrebbe determinare l’approccio alla gara, e il bollettino medico, se da un lato regala un timido sorriso, dall’altro conferma le difficoltà oggettive che lo staff tecnico deve gestire.
Il lento ritorno del Faraone e le assenze pesanti in difesa
La notizia più confortante, per quanto filtrata con la consueta cautela, riguarda Stephan El Shaarawy. L’attaccante italiano, reduce da un problema fisico che lo aveva tenuto ai box nei giorni scorsi, ha ripreso a lavorare parzialmente con il gruppo, un primo passo verso il recupero totale che lascia ben sperare in vista della domenica sera. La sua intelligenza tattica e la capacità di adattarsi ai dettami del tecnico, che lo ha lanciato in SerieA anni fa, rappresentano una risorsa non indifferente, specialmente in una partita che richiederà sacrificio e copertura sugli esterni. Tuttavia, se per El Shaarawy si profila un possibile rientro tra i convocati, per altri il discorso è ben più complesso. All’appello mancano all’appunto Mario Hermoso, il difensore spagnolo che prosegue il suo lavoro differenziato, e con lui Ferguson e Dovbyk, le cui condizioni restano sotto osservazione. La loro assenza, in particolare quella del centrale ex Atletico Madrid, priva Gasperini di un’alternativa importante in un reparto che necessita di fisicità e esperienza.
Dybala e Soulé, una corsa contro il tempo tra dolore e pubalgia
Il capitolo più delicato, inevitabilmente, riguarda i due argentini, Paulo Dybala e Matias Soulé. Entrambi continuano ad allenarsi a parte, lontani dal resto dei compagni, in un tentativo disperato di recuperare almeno una convocazione per la sfida contro i bianconeri. La Joya, nonostante un leggero e persistente dolore al ginocchio che ne condiziona i movimenti, sta spingendo per esserci, consapevole del peso specifico che un campione della sua caratura può avere in uno scontro diretto. La sua stagione, del resto, è stata costellata di stop e ripartenze, una costante che ne ha limitato il minutaggio e l’esplosività, ma che non ne ha mai scalfito la determinazione a rispondere presente nei momenti cruciali. Parallelamente, Matias Soulé è alle prese con una pubalgia che lo attanaglia da diverse settimane, un fastidio subdolo che ne limita la progressione e la potenza, e che richiede una gestione quotidiana attenta e meticolosa. Per lui, la speranza di strappare un posto tra i convocati è appesa a un filo sottile, quello che separa la voglia di esserci dalla necessità di non aggravare una situazione fisica già di per sé complessa.
Gasperini, dal canto suo, è chiamato a un lavoro di equilibrismo non indifferente. La preparazione della partita, inevitabilmente, deve tenere conto di queste defezioni, costringendo il tecnico a ipotizzare soluzioni alternative e a ritardare il più possibile la scelta della formazione. La seduta di domani e quelle di sabato, le ultime a disposizione prima del match, saranno decisive per capire quanti di questi acciaccati potranno effettivamente rispondere alla chiamata. Quello che filtra da Trigoria, al netto delle speranze e delle dichiarazioni di rito, è la consapevolezza di dover convivere con le assenze, provando a trasformare un potenziale problema in una risorsa per chi, invece, avrà l’opportunità di scendere in campo dal primo minuto.




