Il Newcastle dilaga in Azerbaigian, poker di Gordon. A Bruges l'Atletico si fa rimontare, decide Schick per il Leverkusen
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Redazione Sport
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La lunga notte europea dei playoff di Champions League, quella che segue le sconfitte rimediate da Juventus e Atalanta e che vedeva impegnata anche l'Inter di Cristian Chivu sul campo del Bodo Glimt, ha regalato spettacolo e una manciata di risultati pesanti in ottica qualificazione. Se per i nerazzurri, autori di una prova opaca in Norvegia, è arrivata una sconfitta pesante, altrove il campo ha disegnato verdetti all'apparenza già chiari, come nel caso del Newcastle, o riaperto interrogativi, come nella pazza gara del Jan Breydel Stadion.
È proprio dalla sfida tra Club Brugge e Atletico Madrid che arriva il copione più ricco di colpi di scena. I belgi, sotto di due reti all'intervallo, hanno trovato le energie per rimontare un doppio svantaggio, subire il nuovo sorpasso degli spagnoli e infine agguantare un pareggio che tiene aperta la serie. L'avvio dei Colchoneros era stato infatti chirurgico: dopo otto minuti Joaquin Seys atterra un avversario in area e dal conseguente rigore Julian Alvarez spiazza Simon Mignolet. Poco prima dell'intervallo, al quarto minuto di recupero, Ademola Lookman – già protagonista in altre notti europee – svetta su un corner e sigla il due a zero che sembra mettere in discesa la pratica -2-7. Nella ripresa, però, l'inerzia cambia radicalmente. Raphael Onyedika prima e Nicolo Tresoldi poi, rispettivamente al 51' e al 60', riportano i padroni di casa in parità. Quando al 79' un autogol di Joel Ordonez, sfortunato nel deviare nella propria porta un traversone, riporta avanti gli uomini di Diego Simeone, la sensazione è che la qualificazione possa essere indirizzata. A novanta secondi dal novantesimo, invece, Christos Tzolis trova il varco giusto e batte Jan Oblak per il definitivo tre a tre, fissando il risultato sul punteggio che tutto rimanda al Metropolitano -4-7.
Diametralmente opposta la musica a Baku, dove il Newcastle United di Eddie Howe ha letteralmente travolto il Qarabag con un tennistico sei a uno. E a brillare, in mezzo a questa valanga di gol, è stata la stella di Anthony Gordon. L'attaccante inglese, schierato come terminale offensivo, ha messo a segno quattro reti, di cui due su calcio di rigore, regalando una prestazione che resterà negli annali del club. Il dominio dei Magpies è stato tale che dopo soli quarantacinque minuti il punteggio era già cinque a zero, con Malick Thiaw autore del secondo gol e Gordon incontenibile -1-5. Nella ripresa la banda di Howe ha gestito, subendo la rete della bandiera di Elvin Jafarguliyev al 56', ma trovando comunque il sesto sigillo con il subentrante Jacob Murphy -9. Da segnalare la presenza per tutti i novanta minuti di Sandro Tonali, tornato titolare e perno del centrocampo in una serata che profuma già di ottavi di finale, considerando che il ritorno si giocherà tra le mura amiche di St. James' Park.
Infine, sponda Grecia, il Bayer Leverkusen ha compiuto un passo decisivo verso il turno successivo espugnando il Georgios Karaiskakis Stadium contro l'Olympiacos. La squadra di Xabi Alonso, pur non brillando per ampie fasi della partita, ha potuto contare sull'estro del proprio centravanti ceco, Patrik Schick. L'ex Roma e Sampdoria, dopo un primo tempo equilibrato e terminato a reti inviolate nonostante un'occasione annullata ai padroni di casa per fuorigioco, ha risolto la pratica in tre minuti di fiammata -3-6. Al sessantesimo minuto ha insaccato di precisione su assist di Ernest Poku e centottanta secondi dopo ha ribadito in rete di testa un corner perfetto di Alejandro Grimaldo, chiudendo di fatto il discorso e mettendo una seria ipoteca sulla qualificazione, in attesa del ritorno al BayArena -10.
Leverkusen, un doppio colpo di Schick piega la resistenza dell'Olympiacos
La sfida del Pireo era probabilmente quella che sulla carta presentava maggiori insidie per i tedeschi, reduci da un percorso non semplice nella fase campionato. L'Olympiacos di José Luis Mendilibar ha provato a fare la partita, giocando senza timori reverenziali e sfiorando il vantaggio in più di un'occasione, ma si è infranto contro la concretezza sotto porta degli ospiti. I greci, sostenuti dal calore del proprio pubblico, hanno tenuto il campo per larghi tratti, ma la differenza tecnica nei sedici metri l'ha fatta il ceco, che con questo exploit personale ha regalato ai suoi un tesoro prezioso in vista del ritorno. La squadra della Renania, forte del successo esterno, potrà gestire il vantaggio tra le mura amiche, consapevole che due reti di scarto rappresentano un margine considerevole, sebbene non definitivo, in una competizione come la Champions League dove le rimonte sono sempre dietro l'angolo. La squadra ateniese, dal canto suo, dovrà necessariamente tentare un'impresa in Germania per ribaltare la situazione.
Poker storico di Gordon, il Newcastle non si ferma più
Se c'è una squadra che ha interpretato alla perfezione la gara di andata, quella è senza dubbio il Newcastle. Sul campo del Qarabag, squadra rivelazione della fase a gironi capace di mettere in difficoltà avversari blasonati, gli inglesi non hanno concesso nulla. La prestazione di Anthony Gordon, autore di quattro reti nei primi quarantacinque minuti, è da manuale del calcio: velocità, precisione e una freddezza glaciale dagli undici metri -1. Il suo primo tempo è stato semplicemente perfetto, e il fatto che abbia lasciato il campo nella ripresa a risultato ormai acquisito la dice lunga sulla superiorità espressa. Per il tecnico Eddie Howe, che deve fare i conti con diverse assenze, questa vittoria rappresenta una boccata d'ossigeno e una conferma del buon momento della squadra, capace di infilare tre successi esterni consecutivi tra campionato, coppa nazionale e coppa dalle grandi orecchie. La qualificazione, a questo punto, appare una mera formalità, anche perché il ritorno al St. James' Park si preannuncia come una festa per i tifosi bianconeri.
Il Brugge non muore mai, rimonta e pareggia con l'Atletico
Dalla sfida del Belgio arriva il segnale più chiaro di come i playoff siano un territorio minato. L'Atletico Madrid, squadra di abitudini europee e solitamente cinica nella gestione dei vantaggi, si è fatto rimontare due gol di scarto. I belgi, dopo un primo tempo di sofferenza, hanno tirato fuori orgoglio e qualità, dimostrando di non voler recitare il ruolo della vittima sacrificale. Lookman, ex della Dea, aveva illuso i Colchoneros con il gol del due a zero, ma la reazione del Brugge è stata veemente. La capacità di Onyedika e Tresoldi di ribaltare le gerarchie in pochi minuti ha scosso i madrileni, che pure erano riusciti a trovare la forza per tornare avanti con l'autogol di Ordonez. Nel finale, però, la beffa: Tzolis, greco ex club come il Feyenoord, ha gelato Oblak e l'intero stadio, fissando il punteggio sul tre a tre e lasciando tutto in bilico. Una partita che resterà nella memoria, con l'Atletico costretto a vincere al Metropolitano per strappare il passaggio del turno, mentre i fiamminghi sognano l'impresa.




