Il ritorno della guerra delle console: Project Helix contro Steam Machine

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Per anni abbiamo assistito a una guerra di posizione, un conflitto di trincea combattuto a suon di teraflop, esclusive temporali e acquisizioni miliardarie, con Microsoft e Sony a contendersi il predominio sul salotto di casa. Eppure, mentre la polvere della gestione firmata Phil Spencer si posa definitivamente e la nuova leadership di Asha Sharma inizia a tracciare le coordinate del domani, emerge una verità che appare con sempre maggiore nitidezza: la console war per come l’abbiamo conosciuta, studiata e vissuta, è finita. Al suo posto si sta delineando uno scenario completamente inedito, un campo di battaglia dove i vecchi confini tra piattaforma chiusa e PC aperto si dissolvono, e dove i contendenti principali, sorprendentemente, potrebbero non essere più soltanto i due storici rivali.

Il progetto che incarna questa rivoluzione, per quanto riguarda Microsoft, porta il nome in codice di Project Helix. Le indiscrezioni e le analisi che circolano in queste ore dipingono l’immagine di una macchina ambiziosa, il cui prezzo, secondo le stime dell’analista Serkan Toto di Kantan Games, potrebbe attestarsi intorno ai 900 dollari per il modello base, se non oltre, considerando che l’attuale Xbox Series X da 2 TB arriva già a 800 dollari e la concorrenza con PS5 Pro è fissata a 750. Una cifra, questa, che sposterebbe la console in una fascia di mercato traditionallymente riservata ai PC di fascia medio-alta, e che trova parziale riscontro anche in alcune voci provenienti dal canale Moore‘s Law is Dead, secondo cui il chip Magnus alla base di Project Helix, con i suoi 408 millimetri quadrati e le 68 unità di calcolo RDNA 5, avrebbe un costo di produzione sensibilmente superiore rispetto al processore Orion pensato per PlayStation 6.

La strategia di Microsoft, a ben guardare, non è più quella di inseguire Sony sul suo stesso terreno. L’obiettivo dichiarato, o quantomeno quello che traspare dalle mosse della nuova amministrazione, sembra essere piuttosto la creazione di un ibrido, un cavallo di Troia progettato per portare l’ecosistema aperto e la libreria sterminata del PC direttamente sotto il televisore di casa. Project Helix, di fatto, si configurerebbe come un PC progettato con l’estetica e la semplicità di una console, mosso da una versione di Windows ottimizzata per i grandi schermi e spogliata di molte delle sue barriere commerciali. E se Microsoft dovesse davvero percorrere questa strada fino in fondo, l’avversario naturale non sarebbe più la prossima PlayStation, bensì un vecchio spettro che ritorna: la Steam Machine di Valve.

A differenza del fallimentare tentativo del 2013, però, questa volta Valve si presenta all’appuntamento con un bagaglio di esperienza e successi tutt’affatto diverso. Il progetto, che prevede il lancio di una nuova console, un controller ridisegnato e un visore VR autonomo, è stato rimandato a causa della crisi globale delle memorie e dei componenti innescata dalla corsa all’intelligenza artificiale. La finestra di lancio rimane comunque fissata per la prima metà del 2026, e le specifiche trapelate parlano di una macchina compatta basata su un processore AMD Zen 4 e una grafica RDNA 3, capace di offrire una potenza sei volte superiore a quella di Steam Deck e di puntare al gioco in 4K. Il vero punto di forza, però, non risiede tanto nell'hardware quanto nel software: SteamOS, il sistema operativo basato su Linux, ha compiuto passi da gigante grazie al lavoro fatto su Steam Deck. Proton, il layer di compatibilità che permette di far girare migliaia di titoli pensati per Windows, è oggi una realtà matura, e l'esperienza d'uso, priva del bloatware e degli aggiornamenti forzati che caratterizzano l'ecosistema Microsoft, potrebbe rivelarsi decisamente più fluida e reattiva.

Le distinte filosofie di Sony e Microsoft

In questo nuovo scacchiere, Sony sembra aver scelto una strada diametralmente opposta, quasi a voler rievocare le glorie del passato. La recente decisione di tornare a un regime di esclusive ferree per i suoi titoli single-player di punta, come il prossimo Ghost of Yotei, rappresenta una mossa chiara e priva di ambiguità. L’idea, verosimilmente, è quella di preparare il terreno per l’arrivo di PlayStation 6, blindando l’hardware con un catalogo di giochi inavvicinabili altrove e riproponendo quel modello di ecosistema chiuso e premium che tanto successo ha garantito in passato. Una scelta che, a ben vedere, è l'esatto opposto della strategia di Microsoft: se quest'ultima punta a far coincidere la propria piattaforma con il resto del mondo videoludico, Sony cerca invece di difendere e fortificare il proprio giardino recintato.

L’incognita del prezzo e la sfida tecnologica

Se Microsoft e Valve si apprestano a sfidarsi sul terreno del PC da salotto, lo faranno con due filosofie e due strutture di costo potenzialmente molto diverse. La previsione di Toto, che ipotizza per Project Helix un prezzo di partenza di 900 dollari, non sembra affatto peregrina se si considerano le componenti di fascia alta necessarie a garantire prestazioni superiori a quelle di PS5 Pro. D’altro canto, per Steam Machine le voci di corridoio sono contrastanti: si passa da stime ottimistiche di 400-500 dollari a cifre ben più elevate, nell'ordine di 950-1070 dollari, che emergerebbero da listini retail non ufficiali. Valve stessa ha dichiarato che il prezzo sarà competitivo rispetto all'autoassemblaggio di un PC con analoghe prestazioni, una dichiarazione che lascia intendere come difficilmente si scenderà sotto certe soglie. Quel che è certo è che entrambe le piattaforme si troveranno a dover gestire una compatibilità universale, un'arma a doppio taglio: se da un lato permette di attingere a biblioteche sterminate di giochi, dall'altro espone a problematiche tipiche del PC, come l’incompatibilità di alcuni anticheat con Linux nel caso di Steam Machine, o la potenziale confusione generata dalla molteplicità di store e launcher nel caso di Project Helix.

Un nuovo equilibrio per il mercato videoludico

L’hardware di Valve ha dalla sua un’esperienza d’uso raffinata e la profonda conoscenza della più grande piattaforma di distribuzione digitale per PC. Quello di Microsoft, invece, può contare sull'onnipresenza di Windows e sulla potenza di fuoco di un servizio come il Game Pass, destinato a diventare il centro nevralgico dell'offerta. La partita, insomma, non si giocherà più solo sulla potenza bruta o sul numero di esclusive, ma sulla capacità di offrire un ecosistema coerente, flessibile e, aspetto non secondario, dal prezzo d’ingresso giustificabile. La frammentazione degli store, la questione del multiplayer online che su un PC è naturalmente gratuito, e la facilità d'uso complessiva saranno i veri campi di battaglia di questa nuova guerra, le cui prime scaramucce sono previste per i prossimi mesi.

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