Volkswagen ID.Polo, i primi bozzetti svelano l’elettrica che verrà
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Redazione Economia
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Mancano pochissime ore al debutto, ma la Volkswagen ha già iniziato a togliere qualche velo dalla sua prossima creatura destinata a diventare un pilastro della mobilità a zero emissioni. La ID.Polo, questo il nome ufficiale che abbandona le anonime sigle numeriche come ID.2 o ID.2all per recuperare una denominazione storica, sarà presentata domani, 29 aprile. A gettare le prime coordinate estetiche, sia pure in modo volutamente criptico, è stato Andreas Mindt, il quale – va ricordato – oggi non è più soltanto il responsabile del design della casa di Wolfsburg, ma guida lo stile dell’intero gruppo tedesco. Attraverso un paio di schizzi pubblicati sul suo profilo LinkedIn, Mindt ha condiviso alcuni tratti essenziali, disegnati a mano su carta, che però bastano per tracciare una direzione chiara: non ci troviamo di fronte a una semplice conversione a batterie della termica Polo, ma a un’identità specifica e volutamente distinta.
Un’erede spirituale che cambia registro nel nome e nelle forme
La strategia adottata dal marchio tedesco appare ormai delineata: abbandonare progressivamente la nomenclatura basata su numeri e lettere – quella che aveva generato attese intorno alla cosiddetta ID.2 – per riagganciarsi a modelli che hanno segnato decenni di storia automobilistica. Ecco quindi che la nuova compatta 100% elettrica si chiamerà ID.Polo, riprendendo il nome di una delle utilitarie più vendute in Europa, ma con un prefisso che ne sottolinea l’anima a propulsione alternativa. I bozzetti diffusi da Mindt, seppur volutamente incompleti, mostrano alcuni dettagli significativi: il posteriore appare compatto e muscoloso, con un gruppo ottico orizzontale che potrebbe richiamare soluzioni già viste su altre ID.; l’anteriore, solo parzialmente abbozzata, lascia intravedere un frontale pulito e probabilmente privo di grande calandra, tratto distintivo di questa famiglia di modelli elettrificati.
Il conto alla rovescia verso il 29 aprile e i pochi indizi concessi
Mindt, che fino a poco più di un mese fa ricopriva un ruolo diverso all’interno dell’azienda prima di essere promosso alla guida dello stile dell’intero gruppo, ha scelto un approccio asciutto per alimentare l’attesa. Non video spettacolari né render tridimensionali, ma due soli schizzi – tra l’altro pubblicati senza alcun commento enfatico – sufficienti però per capire che la futura erede elettrica della Polo non sarà un semplice adattamento tecnico. L’appuntamento è per domani quando, da quanto trapela dalle comunicazioni aziendali, Volkswagen svelerà ufficialmente la ID.Polo in quella che si annuncia come una delle anteprime più rilevanti per il marchio degli ultimi anni. Resta da vedere se si tratterà di una presentazione statica, magari solo digitale, o di un primo contatto con il pubblico; quel che è certo è che i riflettori sono puntati su questa compatta, chiamata a presidiare un segmento – quello delle utilitarie a batteria – dove la concorrenza europea e asiatica si sta facendo sempre più serrata.
Design e identità: molto più di una semplice trasposizione elettrica
Dai bozzetti firmati Mindt emerge una volontà precisa: differenziare la ID.Polo dalla versione termica che pure ne condivide il nome. Le linee appaiono più tese, il posteriore ha un taglio netto e il padiglione sembra scivolare verso il basso con una certa dinamicità. Si tratta, lo ripetiamo, di schizzi rapidi, ma un occhio allenato a leggere i concept tedeschi ci vede l’intenzione di abbandonare qualsiasi nostalgia formale per proiettarsi verso un linguaggio pulito e aerodinamico. Del resto, Mindt – che ha già firmato alcune delle evoluzioni stilistiche più recenti del gruppo – non ha mai nascosto la sua propensione a ripensare i classici in chiave moderna. E con questa ID.Polo, che arriva a distanza di anni dalla prima ID.3, la Volkswagen sembra voler compiere un ulteriore passo avanti nella normalizzazione dell’elettrico, togliendogli quella patina di sperimentalismo che ancora aleggia su molti modelli a batteria. Domani, infine, avremo la conferma se quei pochi tratti su carta corrisponderanno alla realtà o se l’azienda avrà riservato qualche sorpresa ulteriore.




