Maltempo flagella l’Italia: grandine, vento e temporali tra Nord e Centro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una goccia fredda, proveniente dal Nord Europa, ha travolto l’Italia portando con sé fenomeni violenti che hanno spazzato via l’ondata di calore africano degli ultimi giorni. Se da un lato il sollievo dalle temperature torride è arrivato, dall’altro si sono scatenati nubifragi, grandinate e raffiche di vento capaci di provocare danni ingenti. Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono state tra le prime regioni colpite, con precipitazioni abbondanti che hanno trasformato strade in fiumi in poche ore.

Nelle Marche, dove l’allerta gialla era stata diramata dalla protezione civile, il maltempo si è manifestato con una furia inattesa. Nel Fabrianese, chicchi di grandine grossi hanno imbiancato il terreno in pochi minuti, mentre il vento, raggiungendo picchi di intensità, ha abbattuto alberi come fossero "birilli", secondo la vivida descrizione di alcuni testimoni. Sulla superstrada tra Fano e Urbino, così come ad Ancona in via della Grotta e via Zuccari, i vigili del fuoco sono intervenuti per rimuovere tronchi caduti, deviando il traffico in aree già congestionate dall’emergenza.

A Pesaro, dove l’allerta meteo aveva previsto condizioni critiche, il lungomare è stato teatro di danni significativi. In viale Piave, un albero sradicato ha bloccato la circolazione, costringendo la polizia locale a dirottare le auto su percorsi alternativi, mentre una squadra di pompieri lavorava per ripristinare la viabilità. "Uscite solo se necessario", era stato l’avvertimento delle autorità, e i fatti hanno dimostrato che la cautela non era affatto eccessiva.

Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo, ha spiegato che il repentino cambiamento climatico è dovuto a un "spiffero danese", ovvero l’arrivo di aria più fresca dal Mare del Nord. "Basta un lieve abbassamento delle temperature – ha sottolineato – per innescare fenomeni estremi, segno di un clima sempre più instabile". Le sue parole trovano conferma nei dati, che mostrano come l’Italia sia sempre più esposta a eventi meteorologici improvvisi e distruttivi.

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