Venezuela, piani Usa per un attacco via terra mentre navi da guerra si avvicinano alla costa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Due navi da guerra statunitensi, il cacciatorpediniere Uss Stockdale e l'incrociatore Uss Gettysburg, hanno compiuto una manovra che le ha portate a soli cinquanta chilometri dalla costa venezuelana, un'avanzata significativa che coincide con il lancio dell'operazione "Southern Spear". Tale piano, guidato dalla portaerei Gerald Ford e formalmente destinato a smantellare le reti di narcoterrorismo nella regione, rappresenta una chiara dimostrazione di forza in un momento di tensione acuta. Fonti della Cbs, del resto, hanno rivelato che a Donald Trump sono già state presentate opzioni militari concrete per colpire il Venezuela "nei prossimi giorni", opzioni che includono, cosa ancor più significativa, la possibilità di attacchi via terra.

L'escalation militare e la guerra su più fronti

Questa escalation, che vede gli Stati Uniti impegnati su fronti diversi, dalla coercizione economica alle guerre per procura, fino agli interventi diretti, non è un episodio isolato ma un capitolo di una strategia più ampia. La macchina bellica statunitense, la cui natura appare inesauribile, sta mostrando la sua capacità di agire simultaneamente su più scenari, unificando crisi che potrebbero sembrare distinte in un'unica, complessa lotta per l'influenza globale. L'occupazione militare delle città e la violenza istituzionale in patria trovano così un parallelo nelle manovre navali ai confini di Paesi sovrani.

L'appello di Maduro: "Non saremo la Gaza del Sud America"

Di fronte a questa minaccia tangibile, il presidente venezuelano Nicolás Maduro è apparso in televisione per lanciare un appello diretto al popolo americano, parlando sia in inglese che in spagnolo per scavalcare le diplomazie e arrivare all'opinione pubblica. "Il Venezuela non diventerà la Gaza del Sud America", ha dichiarato, usando una metafora potente per descrivere il timore di un conflitto devastante. Maduro ha esortato a fermare "la mano folle di coloro che ordinano i bombardamenti, le uccisioni e le guerre", insistendo sul fatto che "l'ordine è la pace", un monito che risuona come un tentativo estremo di dissuasione.

La richiesta di assistenza internazionale a Caracas

Oltre all'appello mediatico, la risposta di Caracas si è concretizzata in una richiesta di assistenza internazionale. Maduro ha infatti sollecitato un gruppo di esperti, riuniti nella capitale venezuelana, affinché contribuiscano a modificare l'approccio di Washington. L'obiettivo dichiarato è cambiare la politica statunitense riguardo alla crescente presenza militare nei Caraibi, una presenza giustificata ufficialmente con la lotta al narcotraffico ma che, stando alle recenti azioni contro imbarcazioni sospette, sta assumendo connotati sempre più marcatamente offensivi. La situazione, dunque, rimane sospesa tra la retorica della pace e i preparativi per uno scontro.

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