Leone XIV dà vita alla Fondazione “Fratello Sole” per l’agrivoltaico in Vaticano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stato pubblicato nella mattinata di ieri, primo giugno, il chirografo con il quale papa Leone XIV ha ufficialmente istituito la Fondazione “Fratello Sole”. La decisione, attesa dopo i precedenti annunci, serve a rendere operativo e concreto il progetto – fortemente voluto già dal suo predecessore – di un impianto agrivoltaico nell’area extraterritoriale di Santa Maria di Galeria.

L’obiettivo dichiarato, per il quale l’accordo tra Santa Sede e Italia è entrato in vigore solo pochi giorni fa, il 27 maggio, è ambizioso: garantire non soltanto l’alimentazione della stazione radio che sorge in quella zona da decenni, ma assicurare “il completo sostentamento energetico” dell’intero Stato della Città del Vaticano.

Un progetto che affonda le radici nella “Laudato si’”

L’ispirazione, va detto, affonda le sue radici teologiche e pastorali nell’enciclica “Laudato si’”, dove papa Francesco – ancora una volta anticipatore di questi temi – sottolineava come, nonostante un mondo che vive “l’esiguo livello di accesso alle energie pulite”, ci sia ancora un enorme bisogno di sviluppare tecnologie adeguate, specialmente nel campo dell’accumulazione. A richiamare questi principi è lo stesso Pontefice, Leone XIV, che nel testo del chirografo cita espressamente il magistero di Francesco.

In quell’occasione, nel giugno del 2024, il papa argentino aveva firmato il Motu Proprio “Fratello Sole”, affidando ai vertici del Governatorato e dell’Apsa l’incarico di realizzare l’opera, nominandoli commissari straordinari.

La macchina organizzativa e l’intesa con Roma

La nuova Fondazione, che avrà sede legale in Vaticano ma piena attività operativa nella zona romana di Santa Maria di Galeria, sarà guidata per il primo triennio da suor Raffaella Petrini – attuale presidente del Governatorato – in qualità di presidente, e da monsignor Giordano Piccinotti (presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) come vicepresidente. Lo statuto, approvato contestualmente alla nascita dell’ente, dovrà disciplinare la costruzione e la gestione dell’impianto.

Un passaggio, questo, che non avviene nel vuoto politico: l’intesa siglata con l’esecutivo italiano il 31 luglio dell’anno scorso, firmata a Palazzo Borromeo, ha avuto il suo iter parlamentare con l’approdo in Senato lo scorso gennaio, definendo così i confini giuridici e operativi per l’uso del suolo in quella che è, a tutti gli effetti, una zona extraterritoriale soggetta a trattati bilaterali.

L’impegno per la transizione ecologica

L’impianto, come si legge nel documento diffuso dalla Sala Stampa, non sarà un semplice parco solare a terra. Si tratta di una soluzione agrivoltaica, cioè una tecnologia che permette di conciliare la produzione di energia rinnovabile con l’uso agricolo del suolo, proteggendo l’equilibrio idrogeologico e riducendo l’impatto paesaggistico. Un segno concreto, questo, che Leone XIV – primo pontefice statunitense della storia – intende imprimere al suo pontificato.

Se Francesco aveva avviato la transizione, con Leone XIV arriva ora l’accelerazione decisiva per rendere visibile quel modello di sviluppo sostenibile a cui la diplomazia vaticana si è progressivamente allineata, anche grazie all’adesione della Santa Sede alle convenzioni Onu sul clima. Per realizzare l’opera, che dovrebbe assicurare l’autosufficienza energetica del piccolo Stato, si procederà ora con sollecitudine, dando esecuzione ai poteri statutari conferiti ai nuovi vertici della Fondazione.

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