Indagine su Christian Solinas, governatore della Sardegna, scuote la campagna elettorale
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Redazione Interno
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Christian Solinas, il governatore della Sardegna, è al centro di un'indagine per corruzione che ha scosso la campagna elettorale regionale. La notizia dell'indagine è stata diffusa nel bel mezzo delle tensioni nella coalizione di centro-destra per la scelta del candidato presidente in vista delle elezioni regionali del 25 febbraio.
Sequestro di beni e reazioni
La finanza ha eseguito il sequestro cautelativo di beni per un valore di circa 350 mila euro nei confronti del presidente uscente e di altri sei indagati per corruzione. Questa indagine ha due elementi di sicuro rilievo: il primo è il tempismo, viene fatto a quattro giorni dalla presentazione delle liste e mentre si decide il candidato presidente unitario del centrodestra, l’altro è che, essendo in fase di indagine, stiamo parlando di atti che dovrebbero essere coperti da segreto istruttorio.
Le implicazioni politiche
Il sequestro di beni e immobili a Christian Solinas e altri sei indagati irrompe nella campagna elettorale della Sardegna e approfondisce la crepa già aperta nel centrodestra. Il partito dovrà prendere una decisione definitiva: se rimanere nel centrodestra e sostenere la candidatura “contestata” di Paolo Truzzu o scegliere altre strade.
La difesa di Solinas
Christian Solinas si difende dagli attacchi di corruzione: “Tempismo perfetto in periodo elettorale”. Ha dichiarato in esclusiva ai microfoni del TG1 in merito agli sviluppi nelle inchieste della Procura di Cagliari sulla compravendita di una sua proprietà.
La posizione della Lega
La Lega di Matteo Salvini, che sostiene Solinas per un “bis” alla guida dell’isola, è furiosa per la diffusione della notizia. Secondo la Lega, è “sospetta” la tempistica dell’indagine.




