Europa Clipper potrebbe attraversare la scia di una cometa interstellare
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Per la prima volta nella storia dell'esplorazione spaziale, una sonda costruita dall'uomo potrebbe trovarsi a intersecare la scia di particelle lasciata da un visitatore proveniente da un altro sistema stellare. È questa l'ipotesi, suggestiva e scientificamente solida, avanzata da due ricercatori europei, i quali hanno calcolato come la missione NASA Europa Clipper, il cui obiettivo primario è lo studio della luna ghiacciata di Giove, potrebbe essere investita da una pioggia di minuscoli detriti provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS. L'evento, che si preannuncia del tutto innocuo per l'integrità della sonda, offrirebbe un'occasione senza precedenti per analizzare da vicino, quasi "assaggiandone" la composizione, la polvere e i molecole di un corpo celeste formatosi in una regione remota della nostra galassia, un'opportunità che gli astronomi definiscono irripetibile.
Il messaggio chimico di un viaggiatore interstellare
3I/ATLAS, che ha viaggiato per milioni di anni nello spazio profondo prima di fare il suo ingresso nel nostro Sistema Solare, si è rivelata fin da subito un oggetto di straordinario interesse. Le sue peculiarità, del resto, sono emerse in maniera sempre più marcata con il procedere delle osservazioni. Attraverso lo sguardo specializzato del Neil Gehrels Swift Observatory, un telescopio spaziale della NASA sensibile alle radiazioni ultraviolette, è stato possibile decifrare una parte cruciale del suo "messaggio" chimico: gli scienziati hanno infatti identificato chiaramente la firma spettrale dell'idrossile, un composto la cui presenza è spesso legata in modo diretto alla sublimazione dell'acqua ghiacciata nel nucleo della cometa. Questa scoperta, di per sé fondamentale, ha indicato che l'oggetto interstellare trasporta con sé, seppur in forma ghiacciata, uno degli ingredienti fondamentali per la vita come la conosciamo.
Le anomalie che dividono gli astronomi
La cometa, tuttavia, non ha smesso di riservare sorprese, presentando caratteristiche che continuano a dividere la comunità scientifica e a sfidare le teorie consolidate. Le analisi più approfondite, condotte con potenti strumenti come il telescopio Keck situato alle Hawaii, hanno portato alla luce una composizione elementare del tutto inaspettata. I dati spettrali, infatti, hanno evidenziato una significativa abbondanza di vapore di nichel nella chioma della cometa, mentre non è stata rilevata alcuna traccia di ferro, un'anomalia che non trova riscontro tra le migliaia di comete native del nostro sistema planetario. Questa disparità, che qualcuno già definisce un vero e proprio rompicapo cosmochimico, suggerisce che 3I/ATLAS si sia formata in un ambiente con condizioni iniziali profondamente diverse da quelle che hanno dato origine ai corpi minori che orbitano attorno al nostro Sole.
Un incontro ravvicinato inatteso
La possibilità che la sonda Europa Clipper, e forse anche la missione Hera dell'Agenzia Spaziale Europea, possano transitare attraverso la coda di 3I/ATLAS trasforma una coincidenza orbitale in una fortunata circostanza scientifica. Se i calcoli di traiettoria verranno confermati, gli strumenti a bordo delle sonde potrebbero raccogliere campioni diretti delle polveri e delle particelle cariche espulse dalla cometa, permettendo un'analisi chimico-fisica di materiale inequivocabilmente extrasolare senza la necessità di una missione dedicata che, data la natura imprevedibile della scoperta di questi oggetti, sarebbe di difficile pianificazione. Si tratterebbe, in sostanza, di un vero e proprio esperimento di laboratorio itinerante, che sfrutta il viaggio verso Giove per arricchire le nostre conoscenze su mondi lontanissimi.




