Inter e Barcellona si annullano in una semifinale da brividi: Dumfries trascina, Calhanoglu delude
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Redazione Sport
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Un match che aveva tutto, tranne un vincitore. L’Inter e il Barcellona hanno regalato uno spettacolo emozionante nel primo atto della semifinale di Champions League, chiudendo sul 3-3 dopo un botta e risposta continuo, tra colpi di scena e protagonisti inaspettati. Simone Inzaghi, che aveva studiato alla perfezione l’approccio alla partita, ha visto la sua squadra partire in tromba: bastarono trenta secondi a Marcus Thuram per bucare la difesa blaugrana, mentre Denzel Dumfries – reduce da oltre un mese di stop – ha completato l’opera al 21’, firmando il temporaneo 2-0.
Ma il Barcellona, che pure ha mostrato qualche incertezza iniziale, ha reaguto con orgoglio. Lamine Yamal, classe 2007, ha accorciato le distanze sfruttando un’imprecise copertura nerazzurra, mentre Ferran Torres ha sfruttato un’azione corale per il pareggio prima dell’intervallo. La ripresa, però, ha ribaltato ancora gli equilibri: Dumfries, autentico trascinatore, ha trovato il suo secondo gol su corner, ma Raphinha – con un tiro potentissimo dal limite – ha costretto Yann Sommer all’autorete due minuti dopo, fissando il risultato.
«Giocare contro di loro è un incubo», ha ammesso Thuram in serata, spiegando le difficoltà dell’Inter nel gestire il pressing avversario. «Il campo è enorme, e loro ti chiudono ogni spazio. Quando provi a pressare il portiere, trovi giocatori abilissimi tra le linee». Una prova complessa, dunque, ma non priva di segnali positivi. A cominciare proprio da Dumfries, ritrovato dopo l’infortunio: la sua prestazione, tra corsie percorse ininterrottamente e una doppietta decisiva, ha dimostrato quanto la sua fisicità e determinazione siano insostituibili per Inzaghi.
Diverso il discorso per Hakan Calhanoglu, spesso in ombra nel centrocampo, e per Federico Dimarco, sorprendentemente poco incisivo sulla fascia. Note più lusinghiere, invece, per Mehdi Taremi: entrato nel finale, l’iraniano ha saputo rendersi utile come riferimento, cancellando con buone giocate un iniziale errore che aveva fatto temere il peggio.




