Maltempo, allerta in 6 regioni e Massa Carrara finisce sott’acqua: “fenomeni intensi” in arrivo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’avviso dei meteorologi dell’Aeronautica Militare, pubblicato alle 14 di oggi, 6 maggio 2026, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: nuove e diffuse precipitazioni, accompagnate da temporali anche di forte intensità, stanno per investire il Paese. Sei, per l’esattezza, le regioni messe in croce da un peggioramento che, nelle prossime ore, concentrerà le sue manifestazioni più violente lungo i rilievi alpini, le aree prealpine e i tratti appenninici, senza risparmiare localmente fenomeni di una certa veemenza. L’allerta – che definire “generica” sarebbe quantomeno riduttivo – fa esplicito riferimento ai cosiddetti “fenomeni intensi”, una dicitura tecnica che, nei bollettini della Forza Armata, prelude solitamente a criticità idrogeologiche non trascurabili.

Se il quadro meteo previsto è già di per sé preoccupante, gli effetti sul terreno hanno cominciato a manifestarsi ben prima dell’emissione ufficiale del bollettino, come dimostra quanto accaduto a Massa Carrara. Qui l’esondazione del fosso Dalmine, in via Bondano, ha letteralmente messo in ginocchio la viabilità locale e, quel che più conta, ha bloccato l’accesso dei mezzi di soccorso. Più di cento millimetri di pioggia caduti in poche ore hanno trasformato strade e cortili in specchi d’acqua, costringendo i vigili del fuoco a intervenire non solo per soccorrere gli abitanti delle abitazioni allagate, ma anche per tentare – con non poche difficoltà – di ripristinare un corridoio utile al passaggio di un’ambulanza rimasta intrappolata. Nessuna vittima, al momento, è stata segnalata, ma l’episodio restituisce l’idea di una emergenza gestita sul filo dei minuti.

Tra crolli e alberi caduti, Firenze e la sua provincia non sono state risparmiate

Più a sud, nel capoluogo toscano e nei comuni limitrofi, il bilancio dei danni si va facendo consistente: i vigili del fuoco del comando di Firenze, già mobilitati dalle prime ore del pomeriggio, hanno dovuto fare i conti con un cedimento strutturale piuttosto serio a Scandicci, dove un muro a pietre è crollato finendo dritto sulla sede stradale di via di San Quirichino. Non molto distante, in via Pisana, gli stessi operatori hanno lavorato per mettere in sicurezza un sottogronda pericolante; la Polizia Locale, chiamata a supporto, ha provveduto al transennamento dell’area in attesa che vengano ripristinate condizioni accettabili di sicurezza. Ad aggravare il quadro, decine di alberi caduti e alcuni allagamenti diffusi che hanno richiesto l’attivazione di idrovore tra il capoluogo, Castelfiorentino e Figline Valdarno. A Scandicchi, c’è stata anche la salvezza – quasi miracolosa, per chi vi ha assistito – della Pieve di San Giuliano, rimasta miracolosamente indenne nonostante la furia dell’acqua.

San Giuliano Terme e il Monte Faeta: tanta pioggia ma nessun cedimento grave

Tutt’altra musica, per certi versi, a San Giuliano Terme, dove le precipitazioni hanno mostrato i denti senza però morderli del tutto. Novantaquattro millimetri caduti dalla mezzanotte alle otto e mezza del mattino, di cui ben quaranta concentrati nella sola finestra compresa tra le cinque e le sette: un volume d’acqua notevole, che ha messo a dura prova la tenuta del territorio. Eppure i versanti del Monte Faeta, la zona sopra Asciano resa “sorvegliata speciale” per tutta la notte a causa di un incendio divampato pochi giorni fa, hanno retto sorprendentemente bene. Solo due piccoli smottamenti, per la precisione rilevati in via del Falcione con conseguente presenza di detriti sulla carreggiata, sono stati prontamente rimossi dai mezzi operativi; qualche ora di chiusura, invece, per via di Valle, finita allagata a causa delle piogge copiose. Nessuna frana di rilievo, nessuna vittima, nessun evacuato. Un segnale, questo, che suggerisce come l’opera di messa in sicurezza successiva all’incendio abbia – almeno in questa circostanza – funzionato.

L’Aeronautica Militare raccomanda cautela, con particolare attenzione alle zone già provate

L’avviso per “fenomeni intensi” rimarrà valido per le prossime ventiquattro ore, e le raccomandazioni contenute nel bollettino invitano a non abbassare la guardia, specialmente laddove il suolo – saturo d’acqua dopo le ultime precipitazioni – potrebbe offrire poca resistenza a nuovi e improvvisi nubifragi. Le sei regioni interessate (senza che il bollettino ne fornisca l’elenco esaustivo in forma discorsiva) includono con ogni probabilità la Toscana e il versante settentrionale appenninico, dove si sono già registrati i danni maggiori. I vigili del fuoco, da nord a sud, presidiano il territorio con squadre pronte a intervenire; la situazione, pur grave, resta sotto controllo nelle aree monitorate, anche se il passaggio di nuove celle temporalesche potrebbe riaprire ferite che sembravano rimarginate. La cronaca di queste ore, del resto, parla chiaro: non c’è bisogno di attendere previsioni catastrofiche per capire che il maltempo, quando bussa, lo fa con le cattive.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.