Escursionista muore a Valbondione dopo una caduta di 50 metri sul Pizzo Coca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Carlo Ravasio, 75 anni, storico socio del Gruppo escursionisti falchi olginatesi (Gefo), è morto stamattina precipitando per una cinquantina di metri durante un’escursione sul Pizzo Coca, nelle Orobie bergamasche. L’incidente è avvenuto nei pressi del valico della Bocchetta, a Valbondione, dove l’uomo – originario di Olginate, in provincia di Lecco – stava affrontando l’ascesa insieme a un gruppo di amici. Le cause della caduta, che lo hanno ucciso sul colpo, sono ancora da accertare.

«In montagna ci andava sempre, anche più volte a settimana», ha raccontato Diego Redaelli, presidente del Gefo, ricordando l’amico conosciuto come Carluccio. «Era uno di quelli che camminava forte, ma senza mai farlo pesare. Con lui la salita sembrava meno faticosa». Ravasio, che dedicava il sabato alle escursioni con l’associazione o ai compagni di avventura, era considerato un esperto, abituato a muoversi su terreni impervi.

Quella di oggi è stata l’ultima di tre emergenze affrontate in meno di 24 ore dal Soccorso alpino della VI Delegazione Orobica. Già lunedì pomeriggio, due ragazzi erano stati tratti in salvo dopo essersi trovati in difficoltà lungo il sentiero del Passo del Re, ad Ardesio. Incidenti che riaccendono i riflettori sui rischi della montagna, anche per chi, come Ravasio, la conosceva bene.

La dinamica della tragedia è ancora al centro delle indagini, ma secondo i primi elementi l’escursionista sarebbe scivolato in un canalone roccioso, morendo all’istante. Il corpo è stato recuperato dai tecnici del Soccorso alpino, mentre il gruppo con cui era partito – sconvolto dall’accaduto – è stato assistito dalle autorità.

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