Il Monte Olimpo e le spiagge dello sbarco in Normandia entrano nel Patrimonio dell'Unesco
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Redazione Esteri
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La 48esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, riunitasi a Busan in Corea del Sud, ha ufficialmente ampliato la prestigiosa lista dell'Unesco con l'iscrizione di nuovi siti di straordinario valore. Tra i riconoscimenti più attesi e discussi, spiccano quelli per il mitico Monte Olimpo, la montagna più alta della Grecia, e per le cinque spiagge della Normandia, teatro del celebre D-Day del 6 giugno 1944, che hanno ottenuto il via libera nel corso della stessa riunione tenutasi nella città sudcoreana.
La "dimora degli dei" diventa patrimonio dell'umanità
Il Monte Olimpo, che la mitologia classica indica come la dimora degli dèi guidati da Zeus, è stato insignito dell'onorificenza come sito misto, ovvero per il suo eccezionale valore sia culturale che naturale. La vetta più alta della Grecia, che si innalza per circa 2.918 metri sul livello del mare, non è solo un simbolo leggendario ma anche un'area di inestimabile biodiversità, ospitando oltre 2.000 specie di piante, molte delle quali endemiche, e una fauna rara che la rende un ecosistema di primaria importanza per l'Europa.
Il governo greco, tramite il primo ministro Kyriakos Mitsotakis, ha accolto con grande soddisfazione la notizia definendola "un importante successo nazionale" e sottolineando come, da oggi, il monte diventi un patrimonio di tutta l'umanità, coronando un percorso di candidatura durato ben dodici anni.
Il riconoscimento per le spiagge del D-Day
Le coste della Normandia, dove il 6 giugno 1944 prese il via l'operazione militare anfibia più imponente della storia per la liberazione dell'Europa occidentale dall'occupazione nazista, hanno ottenuto l'iscrizione dopo un iter lungo quasi vent'anni.
Il sito riconosciuto dall'Unesco si estende per oltre 80 chilometri di litorale tra i dipartimenti della Manica e del Calvados e comprende non solo le cinque spiagge note con i nomi in codice di Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword, ma anche luoghi simbolo come Pointe du Hoc, la batteria di artiglieria tedesca di Longues-sur-Mer e i resti del porto artificiale di Arromanches-les-Bains, il celebre Porto Mulberry realizzato con enormi cassoni di cemento fabbricati in Inghilterra per garantire la logistica agli Alleati.
L'agenzia dell'ONU ha motivato la scelta sottolineando che le spiagge rappresentano un "paesaggio culturale eccezionale" plasmato sia dagli eventi bellici del 1944 che dalla loro memoria duratura, e che il sito commemora simbolicamente l'immenso sacrificio umano profuso per abbattere un'occupazione autoritaria. Tra le sfide che la candidatura ha dovuto affrontare, figurano l'esposizione del litorale all'erosione e l'impatto del turismo di massa, con quasi cinque milioni di visitatori annuali che affollano questi luoghi di memoria.
Un'edizione ricca di nuovi ingressi
Oltre a questi due siti di grande richiamo mediatico, il Comitato riunito a Busan ha deliberato l'iscrizione di un totale di 25 nuovi siti nella lista del Patrimonio Mondiale, spaziando dalle architetture moderne ai paesaggi naturali fino ad antichi siti archeologici. Tra i riconoscimenti spicca l'ingresso di tredici opere dell'architetto finlandese Alvar Aalto, selezionate per la loro visione umanistica e il loro contributo all'architettura del XX secolo.
Tra queste, il celebre Sanatorio di Paimio e la Finlandia Hall di Helsinki, che si aggiungono alla lista assieme ad altri siti come le antiche capitali giapponesi di Asuka e Fujiwara e il paesaggio migratorio di Boma-Badingilo in Sud Sudan.
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