Musetti vola ai quarti del Roland Garros: Rune battuto in quattro set

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era mai successo, in carriera, che Holger Rune uscisse sconfitto da uno scontro diretto con Lorenzo Musetti. Eppure, nella notte parigina, il tennista toscano ha scritto una pagina nuova della sua storia, superando il danese con un punteggio di 7-5, 3-6, 6-3, 6-2 dopo oltre tre ore di gioco e approdando per la prima volta ai quarti di finale del Roland Garros. Un traguardo che, fino a poche settimane fa, sembrava lontano, ma che Musetti ha conquistato con un tennis elegante e implacabile, capace di spezzare la resistenza di un avversario noto per la sua tenacia.

"Ero convinto di dover alzare il livello, e ci sono riuscito", ha detto Musetti a caldo, con la voce ancora rotta dall’emozione. "Holger è un giocatore che non molla mai, persino nell’ultimo game continuava a lottare. Ma oggi ho sentito di poter dare di più, e ne sono fiero". Le sue parole riflettono una maturità tattica inedita, quella che gli ha permesso di ribaltare il terzo set dopo il momentaneo cedimento nel secondo, chiudendo poi il quarto con autorità.

Quello contro Rune non era un match qualsiasi: il danese, numero 10 del ranking ATP, aveva sempre avuto la meglio nei precedenti, e il fatto di averlo battuto in un torneo Major aggiunge ulteriore prestigio alla vittoria. Ora, per Musetti – ottava testa di serie – si apre la sfida con Frances Tiafoe, fresco della vittoria in tre set sul tedesco Daniel Altmaier. Lo statunitense, atletico e imprevedibile, rappresenta un ostacolo diverso ma non insormontabile per l’azzurro, che in questa edizione del Roland Garros ha già dimostrato di poter competere ai massimi livelli.

Quella di Parigi è stata finora una cavalcata costellata di prove superate, dall’esordio netto fino al duello con Rune, dove Musetti ha alternato colpi di puro talento a scelte tattiche intelligenti. Se il secondo set ha visto qualche incertezza, il rientro in partita nel terzo e il dominio nel quarto hanno confermato una crescita mentale che, partita dalle difficoltà dello scorso anno, oggi lo proietta tra i protagonisti del torneo. Senza retorica, ma con i fatti: mai come ora il suo tennis sembra aver trovato la giusta miscela di potenza e poesia.

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