Protesta dei trattori a Milano: un segnale di rivolta agricola in Europa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La protesta dei trattori ha raggiunto le strade di Milano il 1 febbraio, causando inevitabili problemi alla circolazione in città. I mezzi sono entrati a Milano da Rogoredo e dalla zona di Corvetto, nel sud della città, come parte del presidio di protesta a Melegnano.

Perché la protesta?

La protesta è stata guidata da circa 50 trattori degli agricoltori del coordinamento nazionale Riscatto agricolo. Nel primo pomeriggio, si sono staccati dal concentramento sulla provinciale Binasca per raggiungere intorno alle 18 il Pirellone, sede del consiglio regionale lombardo. Questa protesta non è un evento isolato, ma fa parte di un movimento più ampio che sta infiammando l'Europa.

Un fenomeno europeo

Dalla Germania alla Francia, passando per Belgio, Olanda, Portogallo, Polonia, Romania e Italia, la protesta dei trattori ha invaso l'Europa e non accenna a fermarsi. Gli agricoltori e allevatori di tutta Europa sono scesi in piazza per vari motivi, tra cui salari bassi, un nuovo Green Deal europeo, un'eccessiva burocrazia, costi di produzione esagerati e basse remunerazioni.

L'inizio di una rivolta

Secondo Gian Marco Centinaio, sottosegretario all'agricoltura, i trattori sono solo l'inizio della rivolta. "Per andare dietro all'Europa si continua a sbagliare. Sul caso Salis demonizziamo Orban, dimenticando che l'Ungheria, sia nel governo Draghi che con Conte, è stata tra i pochi a starci vicino nel momento del bisogno", ha dichiarato.

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