Dragon Ball Xenoverse 3 e il canto del cigno di Xenoverse 2: il futuro di un franchise tra Age 1000 e nuovi anime
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dieci anni, un lasso di tempo che nell’industria videoludica rappresenta un’era geologica, sono trascorsi dall’ultimo capitolo principale della serie Xenoverse. Bandai Namco Entertainment, durante il Dragon Ball Games Battle Hour 2026 tenutosi a Los Angeles, ha rotto questo lungo silenzio rimettendo mano al futuro della saga, annunciando ufficialmente l’arrivo di Dragon Ball Xenoverse 3 per l’anno successivo. Il titolo, che approderà su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, non si limita a un semplice aggiornamento tecnico, ma proietta i giocatori in un contesto narrativo completamente inedito: l’era denominata Age 1000. Lontano dalle cronologie classiche spesso rivisitate nei titoli precedenti, questa ambientazione – sviluppata con il coinvolgimento del compianto Akira Toriyama – presenta una West City radicalmente ripensata, diventando il palcoscenico di una storia originale dove i giocatori, vestendo i panni del proprio alter ego, si uniranno alla “Great Saiyan Squad” per affrontare minacce sconosciute.
L’addio a Xenoverse 2: il capitolo conclusivo Future Saga Chapter 4
Se da un lato il futuro si schiude con *Xenoverse 3*, dall’altro il capitolo che ha tenuto alta la bandiera del franchise per un decennio si appresta a calare il sipario. Lo stesso evento ha infatti sancito la fine del supporto per *Dragon Ball Xenoverse 2*, un’epopea iniziata nel lontano 2016 che ha visto susseguirsi una mole impressionante di contenuti aggiuntivi. L’espansione *Future Saga Chapter 4*, la cui uscita è prevista per l’estate del 2026, rappresenta il “canto del cigno” di questo viaggio. A differenza dei semplici aggiornamenti cosmetici, questo DLC finale è stato descritto come una conclusione drammatica e pensata per emozionare i giocatori veterani, chiudendo il cerchio narrativo iniziato anni fa con un’ultima, epica battaglia che metterà fine alla “Pattuglia Temporale” così come l’abbiamo conosciuta.
Un ecosistema in fermento: l’anime e i videogiochi paralleli
La macchina mediatica del franchise, tuttavia, non si ferma al solo comparto videoludico. Durante lo stesso panel, sono emersi dettagli significativi riguardanti il ritorno in grande stile della serie animata. *Dragon Ball Super: Beerus*, il nuovo progetto televisivo atteso per l’autunno del 2026, ha mostrato un trailer che non si limita a rivisitare lo scontro cosmico tra Goku e il Dio della Distruzione, ma inserisce nella mischia un vecchio nemico: Freezer. A differenza di un semplice ricalco, questa versione “potenziata” della serie punta a una fedeltà visiva e narrativa più alta, con Freezer che, immobilizzato in una capsula di guarigione, sembra attendere il momento giusto per tornare a seminare il caos, un dettaglio che fa presagire una trama che intreccerà il passato con le nuove produzioni.
L’eredità di Toriyama e le nuove rotte commerciali
Il filo conduttore che lega *Xenoverse 3* al recente passato è la mano del maestro Toriyama. Sebbene scomparso nel 2024, la sua influenza modella direttamente l’estetica di Age 1000, un mondo che Bandai Namco definisce “completamente nuovo” e frutto della sua inventiva. Parallelamente, l’annuncio dell’ultimo DLC di *Xenoverse 2* non rappresenta una ritirata, ma una strategia di transizione: dopo aver sfornato titoli come *Dragon Ball FighterZ* e *Sparking! Zero*, la software house sta concentrando nuovamente le batterie sulla serie action-RPG, abbandonando la politica di espansioni periferiche a favore di un investimento massiccio su un terzo capitolo. Tra l’arrivo di Goku (SS4, Daima) su *FighterZ* e le nuove modalità per *Sparking! Zero*, il 2026 si configura come un anno di commiato per il vecchio e di hype per il nuovo, dove il destino di Goku e dei suoi alleati viene riavvolto e accelerato contemporaneamente verso orizzonti temporali mai esplorati prima.




