Omicidio di Ylenia Musella, l’avvocato del fratello parla di un testimone chiave
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Redazione Interno
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L’udienza di convalida del fermo per Giuseppe Musella, il ventottenne accusato dell’omicidio volontario aggravato della sorella Ylenia di ventidue anni, ha portato alla luce, secondo la difesa, l’esistenza di un terzo individuo presente nell’appartamento del rione Conocal a Ponticelli nel momento in cui la tragedia si consumava. A dichiararlo è stato, nel corso dell’aula bunker del carcere di Secondigliano, l’avvocato Leopoldo Perone, che insieme al collega Andrea Fabbozzo assiste il giovane, il quale si è costituito dopo i fatti avvenuti martedì scorso. Quel pomeriggio, un interrogatorio protrattosi per oltre tre ore ha visto Musella confrontarsi con le domande del gip e del pm, in un clima che gli stessi legali hanno descritto come carico di una tensione quasi teatrale, sospesa tra la crudezza del gesto e il disperato tentativo dell’imputato di fornire una propria ricostruzione.
Davanti al magistrato, Giuseppe Musella – confermando in sostanza quanto già dichiarato al momento della costituzione – ha dipinto un quadro in cui l’intenzione omicida sarebbe stata del tutto assente. Ha raccontato, come emerso dal resoconto dell’udienza, di aver scagliato un coltello dalla distanza di alcuni metri, colpendo fatalmente la sorella in un momento di rabbia incontrollata, per poi soccorrerla insieme ad altre persone trasportandola al pronto soccorso. Una dinamica, questa, che il ragazzo ha cercato di argomentare con dovizia di particolari, rievocando persino uno scambio di parole con una infermiera prima di essere allontanato dalla struttura ospedaliera, quasi a sottolineare un iniziale e confuso slancio di soccorso. La sua deposizione, lunga e articolata, è stata percorsa da un filo conduttore di angoscia e rimorso, espresso nelle parole “Ylenia era tutta la mia vita”, pronunciate davanti al giudice.
Proprio in questo contesto, l’intervento degli avvocati difensori ha introdotto un elemento che potrebbe assumere un peso specifico non indifferente nelle indagini in corso. L’avvocato Perone, infatti, ha riferito di una persona che avrebbe assistito al litigio fratello-sorella, litigio che poi sarebbe degenerato nell’omicidio. La presenza di questo testimone, se confermata dalle successive verifiche della polizia giudiziaria, potrebbe fornire una versione dei fatti alternativa o integrativa rispetto a quella fornita dall’unico accusato, contribuendo a chiarire i minuti concitati che hanno preceduto il delitto. Il gip, al termine dell’udienza, si è riservato di decidere sulla convalida del fermo, mentre il senza vita di Ylenia Musella attende ancora la celebrazione dei funerali, rimandati sine die, in attesa che la magistratura completi i necessari riscontri sulle dichiarazioni rese.




