Mazzarri, più che un’impresa, una lezione: Simeone 7,5, i suoi gol valgono oro; Akanji da dimenticare (5) nell’Inter che si fa rimontare

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Redazione Sport Redazione Sport   -   E pensare che sembrava finita. L’Inter, orfana di alcuni dei suoi interpreti principali ma forte di un vantaggio che odorava di tricolore, ha subito l’ennesima legge del campionato: non è mai finita, specialmente all’Olimpico Grande Torino. Il pareggio per 2-2, maturato negli ultimi venti minuti di una gara che i nerazzurri avevano incanalato sui binari giusti, rappresenta per Cristian Chivu un campanello d’allarme più che una battuta d’arresto. Dall’altra parte, Roberto D’Aversa – che di mestiere fa l’ingegnere delle sopravvivenze – incassa la prestigiosa prova di forza di un gruppo che, in svantaggio di due reti, non ha avuto la benché minima intenzione di abdicare.

Il dominio degli scacchi: Dimarco detta legge, Thuram punge

Nel primo tempo, la musica l’aveva scritta esclusivamente la capolista. L’Inter, schierata da Chivu con un arsenale di tutto rispetto nonostante il turn-over (con capitan Lautaro inizialmente relegato in panchina e Calhanoglu a riposo), ha gestito il pallone con la proverbiale pazienza del topo di biblioteca. Il primo squillo, quello che profetizzava la serata di fuoco, è arrivato al 23’: Federico Dimarco, il cui mancino sembra ormai una firma autografa indelebile sulla stagione, ha confezionato l’ennesimo cross al bacio per Marcus Thuram. Il francese, anticipando Ebosse, ha infilato Paleari per lo 0. Thuram, giudicato con un 7 nelle pagelle, è stato una spina nel fianco costante, alternando profondità e sacrificio. Non contenti del minimo vantaggio, i nerazzurri hanno spinto sull’acceleratore nella ripresa, trovando il raddoppio al 61’: ancora Dimarco, questa volta su corner, ha pescato la testa di Yann Bisseck. Un colpo perfetto per il 2-0 che, a tutti gli effetti, sembrava valere la chiusura anticipata della pratica.

La resurrezione del Toro: Ilkhan accende la luce, Simeone non perdona

Se l’Inter aveva abbassato la saracinesca mentale, il Torino ha aspettato solo quell’attimo di distrazione per scassinarla. Qui entra in scena il vero artefice della rimonta. Al minuto 70, la difesa nerazzurra – e in particolare Manuel Akanji, reo di una dormita pazzesca – si è spenta sul più bello. Ilkhan, la sorpresa tattica di D’Aversa, ha imbeccato con un assist sublime Giovanni Simeone. Il "Cholito", carico come un treno merci, non ha sbagliato: un pallonetto chirurgico che ha riaperto i giochi e che gli è valso un 7,5 per la capacità di caricarsi la squadra sulle spalle nel momento più difficile. L’inerzia è cambiata in un battito di ciglia. La difesa dell’Inter, prima granitica, è apparsa improvvisamente di cartone, con Akanji che ha raccolto un 5 secco in pagella per il blackout funesto. Il colpo di grazia è arrivato al 78’: fallo di mano ingenuo di Carlos Augusto (forse troppo ingenuo), l’arbitro Mariani richiamato dal Var concede il penalty. Nikola Vlasic, freddo come il ghiaccio in un freezer industriale, ha spiazzato Sommer per il definitivo 2-2.

L’analisi tattica: la panchina pesa e la sufficienza uccide

Al di là dei singoli episodi, il pareggio racconta due approcci diametralmente opposti alla gestione del vantaggio. D’Aversa, esattamente come gli era successo in altre salvezze miracolose, ha azzeccato i cambi al momento giusto, inserendo linfa fresca come Njie e Casadei che hanno messo in difficoltà una mediana nerazzurra apparsa improvvisamente lenta. Dall’altra parte, Chivu è sembrato pagare la scelta di preservare energie in ottica scudetto: i cambi sono arrivati tardi, quando ormai la furia granata era impossibile da arginare. Bonny, partito titolare, è apparso evanescente. L’Inter ha tenuto testa solo per un’ora, poi ha ceduto il passo a una squadra che aveva fame di riscatto e zero pressione addosso.

La cronaca e i giudizi: una rimonta che profuma di beffa

L’Olimpico ha festeggiato un punto che vale quasi una salvezza aritmetica per i granata, mentre per l’Inter il conto alla rovescia per la stella numero ventuno si ferma inspiegabilmente. I voti raccontano di un Dimarco stratosferico, capace di raggiungere quota 18 assist in campionato – record assoluto per un difensore in questa Serie A; ma dall’altra parte, Carlos Augusto ha rimediato un 5 per l’errore decisivo che ha consegnato il rigore al Toro. Non è stata una partita normale. È stata la cronaca di un黑out annunciato: l’Inter ha smesso di giocare cinque minuti, e in quei cinque minuti il Torino – come un pugile che sa di avere l’ultima chance al 12° round – ha piazzato i due colpi che hanno cambiato il volto della contesa.

Meta Description: Torino rimonta due gol all’Inter nel finale: Simeone e Vlasic firmano il 2-2 all’Olimpico; Akanji in blackout, i nerazzurri frenano la corsa scudetto.

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