Chiara Ferragni paga ancora il prezzo del pandoro: le sue società in rosso per 5,7 milioni
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Redazione Economia
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Il caso del pandoro benefico, che ha travolto Chiara Ferragni lo scorso anno, continua a lasciare il segno sui bilanci delle sue aziende. Fenice e Tbs Crew, le due società legate all’imprenditrice digitale, nel 2024 hanno chiuso con perdite rispettivamente di 3,4 e 2,3 milioni di euro, per un totale di 5,7 milioni. Un dato che riflette le conseguenze dello scandalo scoppiato a fine 2023, quando l’Antitrust sanzionò Ferragni per «pratica commerciale scorretta», accusandola di aver strumentalizzato una campagna di beneficenza a fini promozionali.
La crisi finanziaria, del resto, era già emersa con la maxi ricapitalizzazione da 6,4 milioni decisa lo scorso aprile, sostenuta quasi interamente dalla stessa Ferragni dopo tensioni con l’ex socio Pasquale Morgese, rimasto con una quota residuale. A pesare, oltre alla sanzione, è stata anche l’interruzione di collaborazioni con brand come Safilo, ora al centro di una causa legale. Sebbene la influencer – che conta ancora 28,4 milioni di follower su Instagram – tenti di riprendersi con apparizioni pubbliche e progetti mediatici, tra cui una possibile partecipazione a «Ballando con le stelle», i conti delle sue società mostrano una fase di stallo.
Intanto, l’ombra del passato si allunga anche sul bilancio 2023, la cui regolarità è stata contestata dallo stesso Morgese. Mentre Ferragni pubblica foto in piscina sul lago di Como o in vacanza in Portogallo, i numeri raccontano una realtà diversa: quella di un impero che fatica a riconquistare la solidità perduta.




