Tragedia a Loria, la piccola di 18 mesi investita dal tosaerba del padre: amputazione e prognosi riservata
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Redazione Interno
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Era passato da poco il tramonto di sabato a Ramon, frazione del comune di Loria nel Trevigiano, quando un gesto quotidiano di manutenzione del giardino si è trasformato in una sciagura senza precedenti. Una bambina di appena 18 mesi, che giocava sul prato insieme alla madre, è rimasta improvvisamente incastrata sotto le ruote del tosaerba condotto dal padre, un uomo di trent’anni; un evento che ha gettato l’intera famiglia in un baratro di disperazione, richiedendo l’intervento immediato dei mezzi di soccorso a partire dalle prime ore della sera.
L’allarme è scattato intorno alle diciotto, quando i genitori—lui trentenne, lei di ventinove—si sono accorti di quanto accaduto, probabilmente durante una manovra di retromarcia che avrebbe impedito all’uomo di notare la piccola, la quale secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri si trovava nel raggio d’azione del mezzo. La situazione, sin da subito apparsa critica, ha indotto la coppia a un gesto dettato dal panico: invece di attendere l’elisoccorso partito dal Ca’ Foncello di Treviso, la madre e il padre sono saliti in auto per una corsa disperata verso l’ospedale di Castelfranco Veneto, dove sono stati intercettati da un’ambulanza. Le ferite riportate dalla bambina, tuttavia, si sono rivelate troppo gravi per la struttura locale, costringendo i medici a disporre il trasferimento d’urgenza in eliambulanza verso la terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Padova.
La lotta per la sopravvivenza e le indagini dei carabinieri
Giunta nel nosocomio patavino, la piccola è stata sottoposta a una serie di interventi chirurgici complessi che, come riportato nelle ultime ore, hanno purtroppo portato all’amputazione di un arto inferiore; una decisione clinica resa necessaria dall’entità devastante delle lesioni da schiacciamento provocate dal peso del trattorino. Nonostante l’immediato supporto vitale, le sue condizioni restano disperate, tanto che i sanitari ne hanno disposto la prognosi riservata, mantenendo altissima la soglia di attenzione per il rischio di complicanze. Stando ai primi esami strumentali, la bimba non sarebbe entrata in contatto diretto con le lame affilate del tagliaerba, ma il trauma da compressione delle ruote ha ugualmente compromesso in maniera irreversibile la funzionalità degli arti coinvolti.
Sul fronte giudiziario, i militari dell’Arma della stazione di Riese e della compagnia di Castelfranco hanno avviato da subito gli accertamenti per chiarire ogni singolo istante di quella che, al momento, appare come una tragica fatalità domestica. Il mezzo agricolo è stato posto sotto sequestro a scopo cautelare, mentre gli inquirenti procedono per lesioni a carico di ignoti; un’impostazione formale che consentirà di acquisire la documentazione medica e i rilievi tecnici senza che ciò implichi necessariamente una volontà punitiva nei confronti del genitore, la cui disperazione è stata descritta da chi li ha soccorsi come assoluta.
I soccorsi e la dinamica dell’incidente
Secondo la ricostruzione fornita dalle prime fonti ufficiali, la madre si trovava a pochi passi dalla figlia quando il destino ha compiuto il suo corso; nessuno dei due coniugi, infatti, si sarebbe accorto dello spostamento improvviso della bambina verso l’area di lavoro del tosaerba. Il padre, intento a governare il mezzo per tagliare l’erba nel pomeriggio soleggiato del 25 aprile, ha centrato la piccola in un istante, causando un urto tale da richiedere l’intervento della centrale operativa del Suem 118.
Il trasporto d’emergenza verso Padova ha rappresentato il capitolo più delicato della macchina dei salvataggi: la madre ha accompagnato la figlia a bordo dell’elicottero del trasporto sanitario urgente, mentre il padre ha seguito la via terra, presumibilmente assistito da parenti o vicini accorsi sulla scena. Il personale medico dell’Azienda Ospedaliera di Padova ha lavorato senza sosta per stabilizzare i parametri vitali della neonata, ma l’amputazione chirurgica testimonia la brutalità del trauma subito; un trauma che ha scosso profondamente l’intero abitato di Loria, dove il sindaco ha voluto esprimere la vicinanza dell’amministrazione e dei residenti.
Il contesto e la cronaca di un tragico sabato
L’abitazione di famiglia, situata in una strada laterale rispetto all’arteria principale del comune, è circondata da un giardino recintato che avrebbe dovuto rappresentare un luogo sicuro per i giochi della bimba; eppure, la compresenza di un macchinario pesante e di un bambino appena diciottenne ha creato un connubio fatale. I vigili del fuoco, intervenuti per mettere in sicurezza l’area, hanno coadiuvato i carabinieri nei rilievi planimetrici, finalizzati a comprendere se il padre avesse o meno una visuale libera sull’erba alta o se qualche ostacolo naturale abbia contribuito a nascondere la figlia alla sua vista.
Mentre la piccola lotta tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva neonatale di Padova, gli inquirenti stanno ascoltando i familiari più stretti per escludere eventuali profili di colpa generica. Tuttavia, al netto delle doverose verifiche, non emergono al momento elementi che possano far pensare a un gesto volontario; piuttosto, tutto riconduce a un tragico errore umano, dove la distrazione di un secondo ha cancellato l’innocenza di un pomeriggio di festa, trasformando un attrezzo da giardinaggio in uno strumento di inimmaginabile sofferenza.
Meta Description: Tragedia a Loria (Treviso): bambina di 18 mesi investita dal tosaerba guidato dal padre. Amputazione di una gamba e prognosi riservata a Padova. Indagini dei carabinieri in corso.




