Eurofighter italiani decollano in Lituania per un drone, poi Kiev ammette: era nostro
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Redazione Esteri
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Due caccia Eurofighter dell'Aeronautica militare italiana sono decollati d'urgenza nella mattinata di sabato dalla base aerea di Siauliai, in Lituania, per intercettare un drone che aveva violato lo spazio aereo del Paese baltico. I velivoli hanno operato sotto il comando della Nato, come confermato da un ufficiale dell'Alleanza, che ha precisato come l'indagine sull'accaduto sia ancora in corso e come la Nato resti in stretto contatto con le autorità lituane.
La ricostruzione dell'incidente e la smentita ucraina
Il presidente lituano Gitanas Nauseda aveva inizialmente puntato il dito contro Mosca, accusandola di estendere la guerra di aggressione al fianco orientale dell'Alleanza. Poco più tardi, però, il portavoce del ministero degli Esteri ucraino ha chiarito che il drone esploso in territorio lituano era impiegato da Kiev in un'operazione contro obiettivi militari russi e che l'incidente potrebbe essere stato causato da azioni di guerra elettronica russe volte a deviare il velivolo senza pilota.
Il governo ucraino si è scusato per i disagi e ha assicurato la piena collaborazione con Vilnius per chiarire la dinamica.
La frattura tra Washington e Kiev sul diesel russo
Sul fronte diplomatico, la frattura tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky si è fatta più profonda nelle ultime settimane. Il presidente americano ha accusato pubblicamente il leader ucraino di colpire le raffinerie russe nonostante le richieste contrarie arrivate dalla Casa Bianca, sostenendo che tali attacchi danneggino i mercati globali del gasolio e gli agricoltori statunitensi. Secondo Trump, Zelensky avrebbe avuto molte occasioni per porre fine al conflitto e non avrebbe interesse a farlo, forte dei flussi finanziari ricevuti dall'Europa.
Da qui la decisione di Washington di concedere una sospensione delle sanzioni sulle forniture di gasolio russo ai mercati mondiali, un'intesa annunciata dopo una telefonata tra Trump e Vladimir Putin e accompagnata dall'impegno di Mosca a fornire centinaia di migliaia di tonnellate di carburante.
La reazione di Zelensky e la questione dell'intelligence
Zelensky ha risposto con durezza, definendo un errore storico l'eventualità che gli Stati Uniti si schierino ufficialmente con Mosca contro l'Ucraina. In un'intervista alla Nbc, il presidente ucraino ha però anche annunciato che Washington ha ripreso la condivisione di informazioni di intelligence con Kiev, dopo averla bloccata per un certo periodo. Zelensky ha ribadito di considerare Trump un alleato e si è detto fiducioso che il tycoon possa rivedere decisioni che, a suo giudizio, non aiutano né l'Ucraina né gli Stati Uniti.
Sul tavolo resta anche la proposta ucraina di sospendere gli attacchi alle raffinerie russe in cambio della fornitura di ulteriori missili Patriot, un'offerta avanzata nelle stesse ore in cui a Miami si tenevano colloqui tra delegazioni di Kiev, inviati europei e negoziatori americani.
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