Lucca, il Nottingham Forest lo lascia in tribuna: avventura in Premier già al capolinea

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sensazione, dopo poche settimane dal suo sbarco in Inghilterra, è che l'esperienza di Lorenzo Lucca al Nottingham Forest si sia già consumata, destinata a concludersi senza lasciare tracce profonde né nei cuori dei tifosi né, tantomeno, nei piani tattici del tecnico Vitor Pereira. L'attaccante di proprietà del Napoli, classe 2000, era arrivato in prestito con diritto di riscatto nella finestra invernale di mercato con l'obiettivo dichiarato di rilanciarsi lontano dalle pressioni e dalle panchine del San Paolo, ma il copione sembra aver preso una piega sinistramente simile a quella vissuta nella prima parte di stagione in azzurro. L'ultimo, inequivocabile segnale è arrivato in occasione dell'ultimo impegno di Premier League contro il Brighton: Lucca è stato lasciato in tribuna, non incluso nemmeno tra i convocati, un’esclusione che pesa come un macigno e che racconta molto più di qualsiasi comunicato ufficiale sul suo scarso impatto nel calcio britannico.

Un avvio folgorante e un repentino declino fatto di prestazioni opache

Era stato un esordio da sogno, quello del 6 febbraio scorso, quando subentrato nella sfida persa contro il Leeds aveva trovato la via della rete, regalando un barlume di speranza ai sostenitori del Forest e permettendosi anche il lusso di un post polemico sui social, una frecciata a quanti lo avevano criticato nei mesi precedenti a Napoli. Quel goal, però, con il senno di poi, è stato un fuoco di paglia destinato a spegnersi in fretta. La prima da titolare, arrivata pochi giorni dopo contro il Wolverhampton, ha mostrato tutte le difficoltà di adattamento dell'attaccante piemontese, reo di aver fallito una clamorosa occasione a tu per tu con il portiere, un errore che i tifosi inglesi, abituati a un calcio fisico e cinico, non gli hanno perdonato, bollandolo sui social con epiteti poco lusinghieri come "goffo" o "da rimandare subito in Italia".

Le prestazioni successive non hanno fatto che peggiorare un quadro già compromesso. Nella doppia sfida di Europa League contro il Fenerbahce, Lucca è sembrato l'ombra del giocatore che ci si aspettava di vedere: opaco, impreciso e mai veramente pericoloso. Nella gara di ritorno, in particolare, la sua serata è durata appena un tempo, chiusa anzitempo da Pereira anche a causa di un'ammonizione che ne aveva limitato l'agonismo. Una sostituzione all'intervallo che sa tanto di bocciatura definitiva, un verdetto che ha trovato conferma nelle successive esclusioni, fino alla tribuna di Brighton.

La posizione del club inglese e l'inevitabile nodo del riscatto

A questo punto, appare sempre più concreta e definitiva la volontà del Nottingham Forest di non esercitare il diritto di riscatto, fissato intorno ai 35 milioni di euro, una cifra che il club inglese non ha alcuna intenzione di investire su un giocatore che non è mai riuscito a integrarsi negli schemi di gioco e che ha collezionato appena 120 minuti complessivi in Premier League. Lo ha sottolineato anche il giornalista esperto di calciomercato Nicolò Schira, evidenziando come la dirigenza dei Tricky Trees non sia affatto soddisfatta dell'impatto avuto dall'attaccante. Del resto, in una lega competitiva come quella inglese, dove ogni partita è una battaglia e le risorse vanno ottimizzate, puntare su un calciatore che non ha dato garanzie di continuità e rendimento sarebbe un azzardo che il club non può permettersi, specialmente in una zona di classifica che impone risultati immediati e certezze tattiche.

L'imbarazzo del rientro in azzurro e l'ennesimo rebus di mercato

Per il Napoli, la situazione inizia a diventare un problema concreto. L'investimento fatto la scorsa estate per strapparlo all'Udinese è stato importante, attorno ai 40 milioni di euro, un esborso che al momento non ha visto alcun tipo di ritorno, né in termini di prestazioni né, tantomeno, di plusvalenza. Il prestito in Inghilterra doveva servire a rilanciare le sue quotazioni, ma l'effetto è stato l'esatto opposto. Lucca torna a Napoli con il valore di mercato ai minimi storici e con la consapevolezza, amara, di aver fallito un'altra occasione importante. La domanda che iniziano a porsi in molti, a Castel Volturno e non solo, è come si potrà gestire il suo ritorno: difficilmente Antonio Conte, che già nella prima parte di stagione non lo aveva mai considerato una prima scelta, potrebbe cambiare idea ora, dopo un'altra esperienza deludente. La società, con ogni probabilità, sarà costretta a cercargli una nuova sistemazione, magari nuovamente in prestito, nella speranza che un ambiente diverso possa finalmente esaltare le sue qualità, che pure, a tratti, aveva mostrato in maglia bianconera. Ma il rischio concreto, e sempre più tangibile, è che per il ragazzo piemontese si stia pericolosamente consumando l'etichetta di "promessa mai mantenuta", un peso difficile da scrollarsi di dosso per chiunque, nel calcio che conta.

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